Dottorato di Ricerca in Scienze dell'educazione
Area Sociologica - XV Ciclo
Progetto di Ricerca
(dr.ssa Patrizia Todaro)
UNA PROPOSTA METODOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DEGLI AMBIENTI TELEMATICI DI
APPRENDIMENTO
Progetto di ricerca
Il presente elaborato illustra un progetto di ricerca finalizzato a valutare
lefficacia didattica di un ambiente telematico per lapprendimento.
La ricerca prevede sei fasi, e precisamente: 1) definizione del tema della
ricerca: formazione attraverso le reti telematiche; 2) scelta del problema di
ricerca: la valutazione dellefficacia di un ambiente telematico per
lapprendimento; 3) costruzione del background teorico in merito al tema
affrontato; 4) formulazione delle ipotesi, operazionalizzazione delle variabili
e costruzione della batteria di indicatori; 5) predisposizione di un piano di
raccolta e di analisi dei dati; 6) interpretazione ed esposizione dei
risultati.
Definizione del tema di ricerca: la formazione attraverso le reti telematiche
Le Nuove Tecnologie dellInformazione stanno cambiando le condizioni
dellesperienza umana e stanno ponendo in discussione i referenti
spazio-temporali dellinterazione sociale, favorendo processi di
identificazione e modalità di strutturazione delle relazioni sociali
svincolate dal contesto fisico (Vicari, Tempo, spazio e relazioni digitali
, 1996). Questi cambiamenti sono avvertiti in ogni sfera dell
organizzazione sociale: dalleconomia alla politica, dal lavoro alla vita
quotidiana. La telematica, vista nei suoi aspetti di accesso a informazioni e
risorse remote e di interattività a distanza è uno dei settori
tecnologici considerati più promettenti anche in relazione ai processi
di insegnamento/apprendimento. Si parla di teledidattica come risposta alle
crescenti e diversificate esigenze formative (formazione continua,
riqualificazione, intercambiabilità dei ruoli professionali) delle
società post-moderne (Addario, Comunicazione e società mondo
, in Belloni Rampazi,
Luoghi e reti. Tempo, spazio e lavoro nellera della comunicazione
telematica, 1996; Harvey, La crisi della modernità
, 1993). Le opinioni degli studiosi in merito alla diffusione e all
utilizzo dei nuovi media nel settore educativo si configurano in una
polarizzazione dialettica: da un lato vè chi percepisce questa
innovazione come un pericolo, paventando la possibile frammentazione dell
io o il pericolo di solitudine di fronte al mezzo tecnologico, o ancora, il
rischio di eccesso di complessità cognitiva (Mantovani,
Comunicazione e identità
, 1995). Daltro canto, numerosi altri autori, pur tenendo conto dei
possibili rischi, accolgono con ottimismo la proposta di servirsi delle reti di
interconnessione tra computer a scopi didattici, purché vengano creati
degli ambienti di apprendimento (Learning Environment) cibermediali ad hoc
, la cui architettura e il cui funzionamento vengano studiati e progettati da
un team costituito da diverse figure professionali, quali pedagogisti,
psicologi, metodologi, progettisti multimediali, sociologi, tecnici ed esperti
di dominio (Luchi, Galliani, Varisco,
Ambienti multimediali di apprendimento, 1999, Trentin,
Telematica e formazione a distanza, 1999, De Kerckhove,
Brainframes. Mente, tecnologia e media, 1993).
Scelta del problema di ricerca: la valutazione dellefficacia di un
ambiente telematico per lapprendimento
Lo sviluppo di ambienti di apprendimento cibermediali per la teledidattica
solleva diversi interrogativi riguardanti: a) i principi teorici sui quali
fondare la progettazione e limplementazione dellambiente in
questione; b) i processi di apprendimento messi in atto su tali ambienti; c)
lefficacia didattica dellambiente stesso (Gallino,
La progettazione di ambienti di apprendimento ciberspaziali
, in Ricciardi, (a cura di),
Scrivere, comunicare, apprendere con le nuove tecnologie
, 1995); d) la verifica delleffettiva estensione del bacino dutenza
nellambito della popolazione studentesca (Hilz,
The virtual classroom: software for Collaborative Learning, in Barrett,
Sociomedia: multimedia, hypermedia and the social construction of knowledge,
1992). Si pone dunque lesigenza di predisporre un piano di ricerca
finalizzato a valutare lefficacia didattica dellambiente di
apprendimento ipermediale (Gallino, Una tela vasta come il mondo: la Rete
, Atlante del Novecento, 2000).
-
Costruzione del background teorico in merito al tema affrontato
Ogni scienziato sociale guarda la realtà filtrandola con una serie di
lenti o zoom, ossia teorie sul suo funzionamento
(Ricolfi, Larte della descrizione,
in Rassegna italiana di Sociologia, 1995). Ogni ricercatore
cioè osserva il mondo sociale da una prospettiva diversa, adottando
differenti paradigmi. Un paradigma è una finestra mentale, un quadro di
riferimento per osservare il mondo sociale ed è composto da una serie di
concetti, di assunti e di valori (Bailey, Metodi della ricerca sociale,
1995). Pertanto è doveroso, per un ricercatore, esplicitare il proprio
apparato teorico di riferimento (linsieme di lenti), che costituirà
; le linee guida dellintero lavoro di ricerca. A tal proposito Gallino -
Lattore sociale
, 1987 ha affermato che qualsiasi operazione di osservazione,
descrizione o classificazione di fatti non rapportata in modo esplicito ad un
modello o ad una teoria, sia in realtà governata da più modelli
impliciti, incontrollabili, che impediscono linterpretazione dei
risultati in un quadro teorico unitario. Il quadro teorico che guida questa
ricerca è costituito dalla teoria del costruttivismo sociale applicata
ai sistemi di Formazione Aperta in Rete (Far). La formazione a distanza affonda
le proprie radici nella fine del XIX secolo, quando il materiale didattico
veniva distribuito mediante la corrispondenza: linterazione tra i docenti
e i discenti era limitata allo scambio di elaborati scritti. Nel corso degli
anni Sessanta si svilupparono i sistemi di formazione a distanza (Fad) di
seconda generazione (Trentin, op. cit.), caratterizzati da un uso integrato di
materiale cartaceo, registrazioni audio, filmati e, successivamente, software
didattici (courseware). Alla ter
za generazione dei sistemi Fad (Nipper,
Third generation distance learning and computer conferencing,
in Mason Kaye,
Mindwave: communication, computer and distance education,
1989) si giunge per una serie di innovazioni eterogenee ma concomitanti: a) in
campo psicologico prende corpo la teoria dellapprendimento sociale,
nellambito del movimento culturale contestualista; b) in campo
informatico si diffondono le reti di interconnessione tra computer e si
sviluppa la comunicazione mediata dal calcolatore (
Computer Mediated Communication o CMC
). Nascono così nuove opportunità per la didattica a distanza e
vengono implementati, già a partire dalla fine degli anni Ottanta i
primi corsi su Internet (Trentin, op. cit.). Lintegrazione di strumenti
di CMC ai courseware multimediali è lelemento che contribuisce a
trasformare un semplice corso in rete in un vero e proprio
Learning Environment
. Le tecnologie infotelematiche consentono di ripensare lapprendimento
come processo sociale, e permettono di ridurre le distanze cognitive tra
docenti e discenti, oltre che produrre, rispetto alla didattica tradizionale,
un numero maggiore di studenti, meglio preparati, a tempi e costi unitari
minori. Si tratta di porre le tecnologie informatiche al servizio dei processi
educativi: in tal modo il multimedia diventa un sociomedia
, ossia un mezzo di comunicazione computerizzato utilizzato per la costruzione
sociale della conoscenza (Barrett, op. cit). I sistemi di CMC permettono di
riprodurre nel cyberspazio
le dinamiche relazionali vissute nel contesto reale: per raggiungere tale
scopo occorre instaurare un collegamento telematico tra tutti i componenti
della cosiddetta on-line education
(formazione in rete, ossia un processo educativo basato su una rete di
computer ma soprattutto su una rete di relazione fra individui). (Trentin, op.
cit.; Harasim, Online education: perspective on a new medium
, 1989; Rheingold,
Comunità virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere nel cyberspazio,
1994, Lévy, Il virtuale,
1997). I punti chiave di un impianto didattico basato sull'utilizzo delle
tecnologie di rete a supporto della formazione sono: a) il protagonismo dei
discenti (a tal proposito Barchechath, riprendendo gli studi di Parsons,
sostiene che qualsiasi servizio di formazione dovrebbe mettere in condizione il
beneficiario di essere coproduttore del servizio insieme al fornitore); b) la
loro collaborazione; c) una forte interattività verticale
(tutor-corsista) e orizzontale (fra pari, si vedano: Eastmond,
Alone but togheter, 1995; Barchechath,
La progettazione dei sistemi formativi a distanza dal punto di vista economico,
pedagogico e organizzativo, in Garito,
La multimedialità nell'insegnamento a distanza, 1996; Parsons,
Organization and clients, 1979). Harasim (op. cit.
) individua gli attributi chiave della formazione a distanza: a) vengono
superati i vincoli di spazio (non è necessario trovarsi tutti nello
stesso luogo); b) vengono superati i vincoli di tempo (l'utente si collega
quando può o affronta una prova quando si sente preparato); c) i
protagonisti del processo formativo hanno l'opportunità d'interagire
attraverso canali di comunicazione molti-a-molti nei quali i diversi punti di
vista su una dato argomento vengono resi visibili, dunque suscettibili d'essere
posti in discussione o d'essere chiariti. Emerge quindi l'idea di
apprendimento come processo sociale e di conoscenza come costruzione sociale.
Il possibile legame dei processi formativi con i sistemi di Computer Supported
Collaborative Learning (CSCL) dipende dalla possibilità, offerta da
questi ultimi, di riprodurre, attraverso diversi canali mediali (grafici,
testuali, sonori e visivi) le dinamiche relazionali delle comunità in
presenza e, di conseguenza, di rivalutare la dimensione sociale dell
apprendimento. Si tratta allora di progettare (e poi valutare) l
architettura sociale
accanto a quella ipertestuale o tridimensionale di un ambiente di
apprendimento.
4.
Formulazione delle ipotesi, operazionalizzazione delle variabili e costruzione
della batteria di indicatori
Definito il background teorico di riferimento, possiamo formulare la teoria che
intendiamo controllare empiricamente con il presente progetto di ricerca. Tale
teoria può essere sintetizzata in: gli ambienti di apprendimento
telematici ispirati alla teoria del costruttivismo sociale permettono di
conferire valore aggiunto ai processi formativi (in termini di efficacia
didattica e di efficienza nellimpiego delle risorse umane, tecnologiche e
finanziarie) e, allo stesso tempo, consentono, rispetto alla didattica
tradizionale, di avere un maggior numero di studenti, meglio preparati, a tempi
e costi unitari minori.
In accordo con Bruschi
Metodologia delle scienze sociali,
1999 possiamo affermare che occorre conferire realizzabilità
scientifica alla teoria appena formulata: dobbiamo cioè definire le
ipotesi di ricerca, riformulando lapparato concettuale della teoria
stessa in forma empiricamente controllabile. I concetti che costituiscono le
ipotesi devono rappresentare proprietà di oggetti empiricamente
osservabili e devono poter essere trasformati in variabili mediante opportune
definizione operative, ossia insiemi di regole che guidano le operazioni con
cui lo stato di ciascun caso sulla proprietà considerata viene rilevato,
assegnato ad una delle categorie stabilite in precedenza e registrato nel
modo necessario a permettere lanalisi con le tecniche che si intendono
usare (Marradi, Concetti e metodi per la ricerca sociale,
1980). Nel passaggio dalla teoria alle ipotesi i concetti astratti devono
quindi essere trasformati in concetti empirici, denominati indicatori
(Lazarsfeld, Dai concetti agli indici empirici,
in Boudon e Lazarsfeld, Lanalisi empirica nelle scienze sociali,
1958), legati ai concetti di partenza per mezzo di rapporti di indicazione
semantica.
Lobiettivo della nostra ricerca consiste nel valutare la maggiore
efficacia didattica di un ambiente telematico di apprendimento ispirato alle
teorie del Cooperative Learning,
rispetto ad un qualsiasi altro corso in Rete.
Sulla base del background teorico di riferimento, possiamo formulare l'ipotesi
di lavoro: Un ambiente telematico di apprendimento che favorisce l'instaurarsi
di relazioni sociali è maggiormente efficace ed efficiente di un
ambiente telematico che non favorisca scambi interpersonali e che non sia
basato sul Cooperative Learning
telematico. A questo punto il nostro compito sarà quello di
operazionalizzare i concetti: "maggiormente efficace ed efficiente";
"favorisce l'instaurarsi di relazioni sociali".
Possiamo affermare che un ambiente telematico di apprendimento favorisce
l'instaurarsi di relazioni sociali se:
a) mette a disposizione degli strumenti telematici per comunicare e condividere
risorse, come ad esempio, mailing list, e-mail,
desktop/computer conferencing, registrazioni audio, ecc;
b) dà la possibilità di chattare sui temi del corso;
c) offre all'allievo la possibilità di approfondire o chiarire i
contenuti del corso mediante l'aiuto di un tutor on-line;
d) facilita lo scambio di risorse finalizzato al raggiungimento di obiettivi
comuni;
e) mette a disposizione dei forum
di discussione o bacheche elettroniche (Bulletin Board Systems - BBS);
f) ospita dei seminari on-line.
Un ambiente telematico di apprendimento è maggiormente efficace ed
efficiente quando:
a) i risultati delle prove oggettive
sono migliori rispetto alle stesse prove, svolte in seguito a un corso
telematico che non favorisce l'instaurarsi di relazioni sociali;
b) vi è stato un apprendimento significativo
da parte degli studenti: essi cioè, non hanno appreso i concetti con un
approccio meramente mnemonico ma sono in grado di trasferire ad altri contesti
i concetti appresi;
c) sono stati formati un maggior numero di studenti, meglio preparati, a tempi
e costi unitari minori rispetto a un corso telematico che non favorisce
l'instaurarsi di relazioni sociali.
5.
Predisposizione del piano di raccolta e di analisi dei dati
Data la complessità dei corsi in Rete basati sull'uso intensivo di
risorse telematiche, anche il problema della valutazione assume connotati molto
specifici. L'azione valutativa, nell'ambito di un corso telematico, può
essere svolta a diversi livelli: a) valutazione dell'apprendimento; b)
valutazione del processo formativo; c) valutazione dell'impianto didattico. Una
delle peculiarità di tali corsi è quella di rivalutare la
dimensione sociale dell'apprendimento. Per tale ragione, nella valutazione dei
processi formativi on-line entrano a far parte indicatori tipici delle
attività formative condotte in presenza, quali ad esempio l'interazione
fra i partecipanti, il grado di collaborazione raggiunto tra i corsisti, gli
scambi comunicativi con i docenti, analizzati secondo diverse dimensioni:
interattiva, cognitiva, metacognitiva, partecipativa e sociale (Trentin, op.
cit.). Non si tratta soltanto di sottoporre a controllo i risultati
dell'apprendimento, bensì di indagare sugli elementi caratteristici
della formazione in Rete, come la comunicazione interpersonale, la cooperazione
e la collaborazione. L'interazione tra i principali attori di un corso on-line
è fond
ata per lo più su modalità tipiche della Computer Mediated
Communication (CMC), basate prevalentemente sul testo scritto, che pongono
maggiore enfasi sull'aspetto linguistico e implicano uno sforzo di sintesi e di
chiarezza espositiva (Briano Midoro e Trentin, 1995; Harasim, 1990; Mason e
Kaye, 1989; Schrage, 1990). I prodotti di questa interazione divengono vettori
d'informazioni preziose rispetto alle dinamiche sociali riprodotte nello spazio
virtuale. Questi testi, pertanto, si prestano ad essere utilizzati quali
indicatori delle dimensioni sociali che caratterizzano un ambiente telematico
di apprendimento. Tutti questi aspetti riguardano la valutazione del processo
formativo (evaluation
); il processo valutativo può essere condotto anche sul singolo: in
questo caso si parla di assessment
. Può essere infine utile valutare l'intero impianto didattico al fine
di porre in evidenza l'architettura metodologica e l'organizzazione
linguistico-strutturale dei contenuti. In questo caso si può utilizzare
una scheda di lettura per ipermedia didattici, per pervenire ad un giudizio
globale su vari elementi costituenti la qualità e l'efficacia di un
ambiente di apprendimento.
Abbiamo analizzato i possibili oggetti del processo valutativo. Si tratta ora
di individuare opportuni strumenti di raccolta dei dati, per ogni tipologia di
azione valutativa.
I. Valutazione dell'apprendimento
. Per quanto riguarda la valutazione dell'apprendimento, la raccolta dei dati
empirici verrà condotta mediante la somministrazione di
prove oggettive (Calonghi, Valutare
, 1983) che si basano su item con domande chiuse, in maniera da garantire
uniformità di giudizio da parte di valutatori diversi. Si parla, in
questo caso, di attendibilità:
lo strumento di valutazione è attendibile quando il risultato può
essere interpretato in modo univoco in tempi e circostanze diverse ed è
valido
quando misura effettivamente il carattere - l'atteggiamento, l'abilità,
la competenza - che intende misurare e non un altro (Bailey,
Metodi della ricerca sociale, 1995; Bruschi,
Metodologia delle scienze sociali, 1999).
Le prove verranno somministrate a due campioni di quaranta studenti: il primo
estratto in modo casuale da una popolazione di studenti che frequentano il
corso on-line; il secondo estratto in modo casuale da una popolazione di
studenti non frequentanti. Ai due gruppi verranno somministrati due test
d'ingresso, allo scopo di rilevare la situazione di partenza. In genere, le
variabili da sottoporre a controllo nell'azione educativa e scolastica
riguardano: lo sviluppo bio-fisico, l'ambiente, l'intelligenza e le attitudini,
il profitto e la scolarità passata, i dinamismi della personalità
; (Calonghi, Valutare
, 1994). E' quindi importante che i due gruppi siano quanto più omogenei
possibile relativamente a queste dimensioni. Il giudizio verrà espresso
in trentesimi, e i risultati delle prove dei due gruppi verranno comparati
mediante il Test di differenza tra medie
(un test di ipotesi parametrica, che ci consente di calcolare la
probabilità che una data ipotesi sui parametri della popolazione sia
vera), posto che esistano le seguenti condizioni di applicabilità: a) le
due variabili di cui si calcolano le medie si possono considerare non
correlate; b) le popolazioni dalle quali sono tratti i campioni si possono
considerare normali; c) le popolazioni dalle quali sono tratti i due campioni
si possono considerare omoschedastiche (ossia hanno la stessa varianza). Nel
caso in cui non esistano tali condizioni, si può applicare il
Test di Wald-Wolfowitz
, utile per rilevare se esistono differenze statisticamente significative tra
due serie di giudizi almeno ordinali. E' altresì possibile condurre
un'analisi bivariata incrociando il profitto con altre variabili, come ad
esempio il numero dei messaggi inviati in un determinato forum o la congruenza
formale dei messaggi. Verrà costruita una tabella a doppia entrata allo
scopo di calcolare opportuni parametri con il pacchetto statistico Spss: per
variabili categoriali
verranno calcolati indici di associazione (ad esempio il chi quadrato
); per variabili ordinali
, i coefficienti più usati per quantificare il grado di co-graduazione
o contro-graduazione sono il tau di Kendall o il gamma
di Goodman; per variabili cardinali si calcolerà il coefficiente di
correlazione r di Bravais-Pearson (Marradi,
Linee guida per l'analisi bivariata dei dati nelle scienze sociali, 1997).
II.
Valutazione del processo formativo
. Quanto alla valutazione del processo formativo (evaluation), Mason propone di
adottare una serie di strumenti per la valutazione dei sistemi di Computer
Supported Collaborative Learning: a) questionario on line
di verifica finale del corso (costruito con il linguaggio Javascript)
semi-strutturato
, con domande aperte e domande chiuse, in maniera da poter ricevere indicazioni
utili per migliorare gli aspetti contenutistici o strutturali del corso; b)
focus group in presenza o forum telematico,
condotti per esplorare i vantaggi e gli svantaggi della comunicazione
molti-a-molti e per esaminare la natura asincrona e decentrata del corso; c)
analisi statistico-quantitativa dei messaggi
(le catene di messaggi vengono definite thread); d)
analisi dei contenuti delle interrelazioni in Rete
, ossia l'analisi dei testi in relazione a diverse dimensioni (cognitiva,
affettiva, partecipativa, metacognitiva e sociale) allo scopo di valutare quali
abilità sono state sviluppate in base agli obiettivi prestabiliti.
Ciascun messaggio può essere valutato tenendo presente un certo numero
di indicatori: a) congruenza contestuale
(messaggio inviato alla conferenza adeguata); b) congruenza formale
(lunghezza e formattazione del messaggio, ad esempio il reply quotato,
ossia una risposta che contiene il messaggio d'origine); c)
appropriatezza dei codici
(presenza di tutti gli elementi che in qualche modo suppliscono - es.
emoticons
- alla mancanza degli aspetti metacomunicativi, tipici della comunicazione in
presenza; d) costruzione di nuove conoscenze nel contesto del corso;
e) contributo all'interazione
(capacità di suscitare e mantenere viva la discussione); f)
tempestività di risposta
(questo elemento contribuisce a mantenere viva la conversazione e l'attenzione
dei partecipanti).
III.
Valutazione dell'impianto didattico.
Per valutare l'efficacia e l'efficienza dell'impianto didattico verrà
somministrato un questionario elettronico
di fine corso, in maniera da porre in evidenza i pregi e i difetti
dell'ambiente di apprendimento, che verrà analizzato a partire da
differenti prospettive: a) pedagogica; b) sociologica;
c) psicologica; d) tecnologica; e) architettonica; f)
ergonomica; g) estetica
. L'obiettivo complessivo sarà quello di mettere in luce la struttura e
l'articolazione dei contenuti e la rappresentazione degli stessi, i pregi e i
difetti del sistema, in modo da poter apportare modifiche laddove ne emerga la
necessità.
Scheda di lettura per ipermedia didattici.
Forniamo un griglia d'analisi utile in fase di costruzione del questionario,
ponendo in evidenza le dimensioni su cui occorre indagare.
a)
aspetti pedagogici:
interdisciplinarità, tutor on line, strutturazione dei percorsi di
apprendimento, attenzione a situazioni di handicap, strumenti di valutazione e
di autovalutazione, presenza di newsgroup o di mailing list
, livello di interattività;
b) aspetti sociologici:
strutturazione delle relazioni sociali mediante la presenza di regole e di
gerarchie di ruoli ben definiti; collaborazione e cooperazione finalizzate al
raggiungimento di obiettivi comuni e alla costruzione sociale della conoscenza
(Barrett, Sociomedia,
1992) mediante la connessione telematica tra i protagonisti dei processi
formativi (presenza di forum di discussione, presenza di una
chat line
guidata da un tutor, possibilità di condivisione delle risorse mediante
e-mail, desktop conferencing o computer conferencing, Bbs);
c)
aspetti psicologici
: stimolazione di differenti modalità percettive e comunicative,
attraverso diversi media (immagini statiche e dinamiche, suoni, testo) e
mediante strumenti riconducibili alla comunicazione in presenza, come ad
esempio la lavagna o la videoconferenza, presenza di una mappa del sito e
strutturazione del monitor di navigazione, livello di interattività;
d)
aspetti tecnologici
: software utilizzati, quantità e qualità degli strumenti messi a
disposizione dell'utenza (tools), linguaggi di programmazione impiegati
(livello di complessità e di articolazione del prodotto) e connessa
necessità di aggiornamento dei programmi da parte dell'utente per poter
fruire il corso (upgrade);
e) aspetti architettonici
: forma dell'architettura interna (a rete, a mappa, a griglia), suddivisione
del campo schermo (frame, no-frame
, portale, mappa, ingombri), presenza di ambienti 3D e loro fruibilità,
quantità e qualità dei link
(collegamenti) interni ed esterni;
f) aspetti ergonomici
: scelta e coerenza delle posizioni, dei font e dei colori, tempi di
download
(di attesa per il caricamento) delle pagine, brevità ed accuratezza dei
testi, occupazione degli spazi;
g) aspetti estetici
: scelta delle metafore, delle immagini, dei colori, dei font, del logo, della
rappresentazione dei contenuti (architettura interna).
Le metodologie e gli strumenti adottati variano anche secondo gli obiettivi, le
esigenze, il contesto e l'approccio valutativo seguito (
valutazione formativa vs valutazione sommativa -
valutazione dell'impianto didattico vs valutazione dei progressi del singolo
studente
). Secondo Midoro (1999), l'ipotesi di base è che all'incremento della
qualità di un corso in Rete contribuiscono tre elementi: qualità
dell'apprendimento, qualità dei contenuti e qualità
dell'interazione. I parametri individuati nell'ambito di questo progetto di
ricerca, come abbiamo visto, sono riferiti anzitutto a questi tre elementi, ma
consentono altresì di valutare: a) la metodologia didattica adottata (in
questo caso l'approccio costruttivista); b) la capacità dell'ambiente
di apprendimento di ricostruire, nel ciberspazio, il contesto sociale; c) la
tipologia e la qualità della strutturazione e della rappresentazione dei
contenuti didattici.
6.
Interpretazione ed esposizione dei risultati
In questa delicata fase, il compito del ricercatore sarà quello di
ripercorrere tutto il processo argomentativo che lo ha portato alla sua
specifica pretesa cognitiva: dalla definizione dei concetti e delle ipotesi
alla loro operazionalizzazione, dalla raccolta dei dati ai processi di analisi
e di giustificazione. Riesaminando il suo operato ed interpretando i risultati
della ricerca, il ricercatore può capire se la falsificazione o la
corroborazione ottenuta, nonché le informazioni conseguite, sono valide
e difendibili. I risultati devono essere resi pubblici con tutta l'informazione
accessoria, in modo da documentare come sono stati effettivamente prodotti: la
possibilità che il proprio lavoro sia esaminato da un altro membro
della comunità scientifica è per il ricercatore uno stimolo
all'autocontrollo (Bruschi, op. cit.).
Spesso i risultati di un'analisi possono dar luogo a interpretazioni
differenti, ed è questa la ragione per cui è utile esplicitare
fin dall'inizio il quadro teorico di riferimento e le aspettative sui risultati
ottenuti. I possibili risultati che l'analisi dei dati può mettere in
luce sono: a) tutti gli indicatori presentano un alto grado di associazione con
i concetti espressi nelle ipotesi di partenza, e gli indicatori di
associazione presentano tutti alta significatività: in questo caso vi
è il massimo grado di corroborazione della teoria (Bechtel,
Filosofia della scienza e scienza cognitiva
, 1995); b) tutti gli indicatori presentano un alto grado di associazione con i
concetti espressi nelle ipotesi di partenza, ma la significatività
degli indicatori di associazione è bassa: la ricerca denota la presenza
di risultati interessanti, ma andrebbe ripetuta con numerosità
campionarie più alte; nulla si può dire sulla validità
della teoria; c) i risultati sono provvisti di alta significatività ma
solo per alcune dimensioni
(gruppi di indicatori) vi è un'alta associazione tra profitto
scolastico e frequenza del corso in Rete: questo caso, se confermato da
ulteriori ricerche, può essere un primo passo per
riformulare le teorie sull'apprendimento collaborativo, attribuendo maggiore
importanza ad alcune dimensioni (ad esempio l'interazione tra il discente e il
tutor) a scapito di altre; d) i risultati sono provvisti di alta
significatività ma solo per alcune aree della disciplina vi è
alta associazione tra profitto e frequenza: anche questo caso, se confermato da
ulteriori ricerche, può condurre all'affinamento delle teorie
sull'apprendimento collaborativo; è possibile ad esempio che la
frequenza favorisca profitti maggiori in programmazione che in teoria e
tecniche dei nuovi media; e) i risultati sono provvisti di alta
significatività ma per tutte le dimensioni esistono alcuni indicatori
dotati di alta associazione con il profitto scolastico ed altri dotati di bassa
associazione: in questo caso i risultati sono poco affidabili e
contraddittori, e il problema deriva probabilmente da una corretta formulazione
degli item o da una buona calibrazione del questionario; nulla si può
dire sulla teoria e la cosa migliore sarebbe riprogettare il questionario
rivedendo gli item contraddittori; f) i risultati sono provvisti di alta
significatività ma per tutte le dimensioni vi è bassa
associazione tra profitto e frequenza: in questo caso la teoria risulta essere
non corroborata (ma non confutata) e, se la tendenza fosse confermata da
successive ricerche, essa potrebbe essere definita poco credibile e quindi di
scarso interesse per la ricerca.
Qualora sia possibile dimostrare che i risultati della ricerca siano dotati di
validità, questa è da intendersi come
validità interna
al contesto di ricerca stesso, ossia il contesto spazio-temporale in cui la
ricerca è stata concepita e condotta. Si può parlare di
validità esterna,
ossia di generalizzabilità dei risultati soltanto se il campione
estratto può essere considerato rappresentativo, cioè
riproducente in maniera esatta tutte le caratteristiche della popolazione a cui
si riferisce. La piena rappresentatività è comunque un paradosso
(Marradi, Casuale e rappresentativo, ma cosa vuol dire? In Ceri,
Politica e sondaggi
, 1997), benché i campioni in cui venga rispettato il requisito
dell'assenza di distorsioni sistematiche possono avvicinarsi con margini di
errore relativamente utili (Trinchero,
L'uso della statistica induttiva nei sondaggi,
1998). Un'alta significatività dei coefficienti di associazione riduce
il margine di errore nella generalizzabilità, a patto che la procedura
di campionamento non presenti distorsioni sistematiche. Un campione estratto
con procedura puramente casuale è un campione che rispetta questo
requisito, tuttavia l'alto costo delle procedure di campionamento casuale ne
rende ardua l'applicabilità ai contesti di ricerca concreti. Si
preferisce pertanto parlare di generalizzabilità tendenziale
dei risultati (nel senso che può non realizzarsi qualora intervengano
variabili a modificare il sistema) quando questi vengano confermati da
più ricerche, svolte in contesti e con modalità differenti o
ricerche ripetute un certo numero di volte su soggetti differenti.
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