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Weber
annuncia che non prenderà in esame i contenuti dell’azione politica, ma
si interrogherà sul tema generale di che cosa sia e che cosa possa
significare la politica come professione (Politik als Beruf), nella
duplice accezione della parola tedesca Beruf, traducibile come
“professione” ma anche come “vocazione”.
Nel
momento in cui afferma di non volersi pronunciare su ciò che la politica deve
fare, Weber applica alla scienza politica il principio della avalutatività
proprio delle scienze storico-sociali. Lo scienziato sa che esistono
valori e scopi, ma oggetto della sua analisi devono essere soltanto i
mezzi, le risorse, gli strumenti necessari a raggiungere tali scopi.
Il
primo concetto che Weber propone di politica è
“estremamente
ampio e comprende ogni sorta di attività direttiva autonoma”.
In
ogni ambito sociale, economico, famigliare c'è politica laddove qualcuno
influisce sull'altro e ne determina il comportamento.
Immediatamente
dopo Weber restringe il campo della politica introducendo la nozione di
stato.
“Noi
intenderemo ora per politica semplicemente la direzione oppure l’attività
che influisce sulla direzione di un’associazione politica, cioè, oggi,
di uno stato”.
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