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Consiglio Provinciale di Teramo
Consiglio provinciale di Teramo vota contro la lezione di

     Consiglio provinciale di Teramo vota contro la lezione di

                                           Faurisson

17 Maggio 2007 > Pubblicato in Notizie Abruzzo

       Il Consiglio Provinciale, a maggioranza, pochi minuti fa, ha votato un ordine del giorno

per “esprimere la propria contrarietà” allo svolgimento della lezione che Robert Faurisson,

storico francese promotore di tesi revisionistiche sull’olocausto, avrebbe dovuto svolgere doman i

all’Università di Teramo, su invito del professor Claudio Moffa.

       La lezione non si svolgerà per esplicita volontà del Collegio di presidenza della Facoltà

di Scienze Politiche ma l’iniziativa ha acceso il dibattito all’interno del Consiglio Provinciale

per un ordine del giorno presentato dal presidente del Consiglio Ugo Nori e dal presidente della

Provincia, Ernino D’Agostino.

       “Rilevato che la predetta iniziativa – si sostiene nel documento approvato – è connotata

da elementi antisemiti, il Consiglio esprime la propria contrarietà senza con ciò voler

minimamente pregiudicare il diritto e la libertà di insegnamento che trova i suoi fondamenti

nei percorsi e nel lavoro scientifico codificati a livello internazionale”.

       Hanno votato contro Rando Angelini di Forza Italia e Carlo Taraschi di An. “Non entro nel

merito delle tesi – ha dichiarato Taraschi – ma limitare la libertà altrui è un arbitrio e una

prevaricazione. Non si può e non si deve impedire di parlare a chi non la pensa come noi.

Oltretutto nell’ordine del giorno si fa riferimento a Faurisson come ad un negazionista mentre

lui è un revisionista”. Rando Angelini, nel suo intervento, ha fatto riferimento al fatto che nel

nostro Parlamento siede un ex terrorista: “Una circostanza che mi fa rabbrividire ma che,

comunque, fa riflettere. A nessuno può essere negata la libertà di parola e l’Università è il luogo

del confronto per eccellenza”.

       Nel dibattito sono intervenuti anche Antonio Topitti e Arnaldo Di Rocco (Ds) i quali

hanno sottolineato che in questa specifica circostanza non si tratta di limitare la “libertà d i

parola” ma di impedire che una tesi “discutibile sul piano storico e scientifico” venga proposta

in un’aula universitaria “luogo di confronto ma soprattutto di educazione e formazione dei

giovani”

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