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La presa di posizione di un vero "liberale": il dr. Antonio Caracciolo. Leggere per credere.
ad ogni singolo Firmatario del Manifesto Mantelli

ad ogni singolo Firmatario del Manifesto Mantelli

Inviato da: "Edizioni all'insegna del Veltro" insegnadelveltro1@tin.it

Dom 3 Giu 2007 12:33 pm

http://clubtiberino.blogspot.com/2007/05/bozza-di-lettera-destinata-ad-ogni.html

 

Bozza di Lettera destinata ad ogni singolo Firmatario del Manifesto Mantelli

 

Testo in elaborazione:

versione 1.5

 

Sommario: Parte I. Antefatto. - Parte II. Sociologia dei firmatari della Lista Mantelli: § 1. Ancora quelli della Corretta Informazione o Informazione Corretta; § 2. La parte per il tutto: ruolo della Fondazione per la Memoria della Deportazione; § 3. Fiorella Bassan: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te; § 4. La testimonianza di Goti Bauer; § 5. - Parte III. Bozza di una lettera destinata ai firmatari della Lista Mantelli. Parte IV. Articoli correlati. -

 

I.

Antefatto

 

Pubblico qui ancora in bozza il testo di una lettera che riceveranno singolarmente i 505 o 5005 firmatari del Manifesto Mantelli, il cui elenco traggo dal loro punto pubblico di raccolta, cioè un sito dell'università di Torino che in tal modo si assume una qualche responsabilità, sia pure riflessa. Nel frattempo raccolgo in rete il maggior numero possibile di loro indirizzi, con cui costituirò un'apposita mailinglist, alla quale invierò ogni altro mio post pertinente: la partita non si chiude alla data del 18 maggio, ma proprio da qualla data inizia e non so quando potrà dirsi conclusa. Non so quanto gli "amici" di Brunello siano consapevoli della firma data, forse non sapevano in quale pasticcio si andavano a cacciare. È importante per me accertare il grado di consapevolezza di ognuno. Succede spesso che solo per fare un favore si firma un manifesto. In questo caso può essere che non tutti i firmatari si siano resi conto che essi non firmavano per aggiungere un di più di diritto e di libertà, ma per togliere a ben determinate persone diritti loro garantiti dalla costituzione. Scopo della mia lettera individuale è perciò di verificare quale quale sia la consapevolezza giuridica, civica e politica di ogni Firmatario dell'Appello Mantello. Assolutamente non vuole essere e non è una forma di coartazione o intimidazione verso loro opinioni diverse dalle mie, che restano perfettamente legittime nella misura in cui non ledono miei diritti. Ed anche se ciò avviene non saranno da me trascinati in nessun tribunale, ma come una ritorsione riceveranno da solo una semplice elementare domanda: «Perché mi fai questo?».

 

Se riesco a dimostrare loro singolarmente che la loro firma ha avuto il senso di togliere a me il diritto di poter ascoltare qualcuno, in luogo pubblico e/o privato, forse otterrò una spiegazione motivata della loro firma ad un documento alquanto pasticciato, la cui incongruenza costituzionale non è stata rilevata ahimé neppure da un parlamentare della Repubblica. Prevengo per l'ennesima volta una facile obiezione, dicendo che la mia battaglia non è a favore del cosiddetto negazionismo o cosiddetto revisionismo, ma a favore della libertà di pensiero e di ricerca senza se e senza ma. Non sono un ignorante come Brunello Mantelli.

 

[Nota di BM: signori si nasce, ed il ricercatore Caracciolo, modestamente, lo nacque, come avrebbe sicuramente detto l’immortale principe Paleologo de Curtis]

 

Anche sulla controversia materia ho una mia dottrinale opinione. Il tema ancor prima della ricerca ricerca storico- archivistica-statistica-demografica-mortuaria-documentaria riguarda la filosofia della storia e la filosofia giuridica. I problemi posti dal Tribunale di Norimberga, cioè il tribunale dei vincitori che processano i vinti e fanno precipitare il diritto nella barbarie confondere i distinti concetti di "nemico" e "criminale" con conseguente eternizzazione della guerra civile e con l'assurda pretesa di sindacare la "memoria" di ognuno stabilendone per legge i contenuti leciti e quelli illeciti, tutto ciò è non piccola competenza del filosofo della storia e del filosofo del diritto.

 

[NB: i processati di Norimberga perciò erano tutti degne persone...]

 

A buon titolo avrei potuto invitare al mio corso di filosofia del diritto Robert Faurisson non già per farmi spiegare se esistevano o non esistevano le camere a gas e come funzionavano, il loro orario di apertura e di funzionamento, la ditta che le aveva fabbricate, la manutenzione, le garanzie, ecc., quisquilie che lascio volentieri agli alti studi strategici di Brunello Mantelli, ma a spiegarmi ad esempio sulla sua pelle e sulle sue cicatrici la distinzione fra "nemico" (inimicus o hostis) e criminale, la "tirannia del valori", la teoria del risentimento e la sua influenza nella formazione dei giudizi di valori e nella produzione legislativa, ecc. ecc. Il fattarello che non spiegare nulla e non spiega nulla è competenza tutta brunellesca per la quale come filosofo non ritengo valga quasi di perder tempo. Ma su tutto questo, ben sapendo quanto gli animi possono riscaldarsi, avendo taluni un chiaro interesse all'incendio permanente, al fuoco eterno dell'Olocausto, io non intendo trattare "in pubblico", ma solo nel chiuso delle mie pareti domestiche, finché mi sarà concesso. A prescindere dai contenuti, intendo invece che la libertà di pensiero, di sua manifestazione e del connesso e speculare diritto di poter ascoltare, soprattutto in una sede universitaria dove si esaminano non solo le verità accettate dai più, ma dove ancora si puà studiare per fini di mera conoscenza storica anche la teoria tolemaica, o l'alchimia, o l'astrologia. In altri termini, il Faurisson in questione, o Irving o chiunque altri, in una sede universitaria - a mio avviso - possono essere ascoltati non per la verità presupposta delle loro tesi, ma anche per la falsità loro attribuita. Il giudizio su verità o falsità delle loro tesi potrà essere pronunciato da chi sarà in grado di giudicarli, avendoli potuti ascoltare. Su queste cose non è possibile affidarsi al giudizio di un Brunello Mantelli, che al pari del Papa parla una volta per sempre e tutto il restante universo mondo è reso schiavo dalle sue solenni labbra e dalla sua solenne Zucca. Avendo avuto per maestri insigni storici, so bene che uno storico vero non teme mai il confronto e soprattutto è neppure lontanamente sfiorato dall'idea di poter mettere il bavaglio o comminare il carcere a chi sostiene tesi o interpretazioni diverse dalle sue. Per la storia contemporanea e recente l'abbondanza delle fonti è tale da costringere qualsiasi scrittore di libri di storia ad operare una selezione delle fonti che vuole privilegiare. La selezione operata potrà incidere non poco sull'interpretazione. Lo storico comune potrà facilmente diventare un consulente di parte e produrre perizie a vantaggio del suo cliente e a danno della controparte. Proprio per questo è di vitale importanza per la ricerca storica il fatto che la ricerca sia totalmente libera e che anche le tesi in apparenza le più atipiche e screditate abbia diritto di cittadinanza nella Reppublica Letteraria, come è sempre stato fino a quando non sono giunti i tempi barbari dei Tribunali di Norimberga.

 

[Nota di BM: avete capito? Barbari non furono i criminali nazisti, ma coloro che li processarono... E questo signore insegna all’università di Roma...]

 

Nel costruire la Mailing List dei Firmatari dell'Appello Mantelli vado almeno all'inizio scoprendo che si tratta in buona parte di appartenenti ad Associazioni ebraiche, o di persone che hanno comunque interessi professionali con l'ebraismo.

 

[Nota di BM: eggià, chi è “filoebreo†è sempre perché ha interessi (ovviamente inconfessabili!) da difendere]

 

L'operazione, che è laboriosa, si rivela tuttavia di un qualche interesse per si va delineando come una ricerca online sull'ebraismo italiano, sulla sua struttura, composizione, organigramma, collegamenti trasversali, ecc. È ancora presto per stabilire se le caratteristiche iniziali dei primi nominativi varranno per tutto l'Elenco Mantelli. Non è del resto mio scopo fare statistiche in tal senso. Mi limito a rintracciare gli indirizzi dei Firmatari in quanto pubblicamente disponibili in rete. Quando disponibile utilizzo il solo indirizzo personale, se non trovo un recapito personale inoltro la mia email direttamente all'istituzione a sui essi hanno dichiarato la loro appartenenza. Non intendo in alcun modo che l'istituzione di appartenenza sia essa stessa responsabile per ciò che i loro membri ritengono di poter fare. Non faccio in alcun modo quelle pressioni che di norma adotta "Informazione Corretta" chiedendo conto ai "capuffici" di ciò che fanno i loro sottoposti. Intendo rigorosamente che la responsabilità sia personale e non riguardi in alcun modo gli istituti, le corporazioni o le comunità di appartenenza in quanto tali e nella loro interessa quasi fossero un solo uomo. Con ogni singolo firmatario, eccetto il primo firmatario Brunello Mantelli, sono disposto ad un civile, pacifico, garbato confronto. Ognuno di essi avrà pieno diritto di espressione nello spazio dei miei "Commenti", fatte salve le normali regole della buona creanza ed evitando ogni espressione che contrasti con le norme del codice penale o di ogni altra normativa vigente a me nota. Opinioni diametralmente opposte alle mie sono caldamente sollecitate oltre che gradite.

 

II

Sociologia dei firmatari della Lista Mantelli

 

Ho appena detto che vado scoprendo aspetti interessanti cercando individualmente i nomi dei Firmatari Mantelli. Mi sono adesso convinto di aprire un apposito capitolo in questo post per segnalare i casi più interessanti. Si trova qui di seguito in un sito con titolo Un Cuore per Israele lo stesso appello Mantelli mandato per la firma dei frequentatori del sito. Mantelli è dunque andato chiaramente a raccogliere le sue firme fra ebrei e vi è fondamente da supporre che i suoi firmatari siano tutti ebrei o quasi.

 

[Nota di BM: che il sito Un Cuore per Israele abbia deciso di riprendere autonomamente l’appello senza alcuna sollecitazione esterna è ipotesi che non sfiora nemmeno l’autore di iquesto demenziale passaggio, la cui tesi è: quel sito è “ebraicoâ€, se pubblica l’appello è perché il sottoscritto glielo ha chiesto, ergo: “vi è da supporre che i suoi firmatari siano tutti ebrei o quasiâ€. Un ragionamento degno del foglio di propaganda nazista “Der Stürmerâ€]

 

In questo modo egli ha esposti gli ebrei d'Italia dal pericolo di un risorgente antisemitismo, che non ha nulla a che fare con quello di cui si sarebbe potuto parlare a Teramo, ma che nasce nel corrente anno proprio da iniziative come quelle di Brunello Mantelli, che indignano quanti hanno a cuore non gli interessi coloniali ed imperiali di Israele, ma il sistema delle libertà e dei valori costituzionali garantiti a tutti in Italia, compresi gli ebrei, che però di diritti a sentir Brunello ne vorrebbero più di quanti ne sono concessi agli altri.

 

[Nota di BM: qui si rispolvera la vecchia tesi secondo cui se c’è antisemitismo la colpa è ovviamente degli ebrei]

 

1. Ancora quelli della Corretta Informazione o Informazione Corretta. Un ricerca in apparenza noiosa e defatigante si sta invece rivelando interessante e divertente. La rete della lobbistica ebraica in Italia emerge dai nomi della Lista Mantelli. Al numero 11 della lista leggo il nome di Maria Bacchi, maestra elementare che evidentemente crede che gli studenti del Master del prof. Moffa siano ancora dei bambini e lo stesso master una scuola elementare. Ma la dott. Bacchi è attiva in molte faccende. Con Google trovo il suo nome nen bollettino censorio del circolo Pezzana, non come vittima ma en passant. Per capirne il contesto si fa prima a riportare la titolazione tipica dei nostri amici: «Un antisemita dirigeva la "Voce di Mantova": la buona notizia sta nel "dirigeva"», che rivela la vera natura della "corretta" Informazione. In questo paese, se non si corre presto ai ripari, sarà lecito al gruppo ebraico di Pezzana essere "anti" ogni cosa e chiunque non ottenga il suo gradimento, mentre nessuno in questo paese potrà essere anti-Pezzana. Il grimaldello è l'orrore dell'accusa vera o infondata di "antisemitismo", come ai tempi dell'Inquisizione quando le streghe difficilmente potevano scampare alle accuse loro mosse. Nel caso specifico, un certo Davide Mattellini, pare che abbia funzionato in quanto non ha più diretto la "Voce di Mantova", sembra per essersi lasciata sfuggire qualche battuta. Il tutto avveniva in data 12 febbraio 2006, non proprio un secolo fa. Adesso i riflettori di Pezzana si sono rivolti sul Master teramano, probabilmente nelle mente di Maria Bacchi poco più che una scuola elementare. Hanno anche l'on. Anna Maria Cardano che si è mossa e si mantiene salda "nelle sue posizioni". La storia della decapitazione di Davide Mattellini merita tuttavia più attenta analisi, che mi riservo di fare altrove.

 

[Nota di BM: se un cittadino “ebreoâ€, per di più attivo ed impegnato, firma un appello, l’appello diventa tout court un “appello ebreoâ€]

 

2. La parte per il tutto: ruolo della Fondazione per la Memoria della Deportazione. Ecco che si precisa il disegno. Come lo vogliamo chiamare? Un disegno della lobby ebraica? Arriverà puntualmente un'accusa di antisemitismo. Ma a chi? A Forza Italia? Lo hanno già fatto! È andata loro male perché non sono al soldo né di Forza Italia né di alcun altro partito. E con Michela Brambilla alle porte sarà già tanto se qualcuno resterà in Forza Italia. Sono sicuro che che le menti occulte stanno tramando. Ancora una volta viene pubblicato l'Appello Mantelli per chiamare a raccolta nuovi firmatari. Nella semplificazione del passaggio e nel progredire della trama è rivelatore il titolo che si trova nel sito di una nuova sigla, ahimé chissà dove finisce il danaro pubblico:

Fondazione Memoria della Deportazione. Biblioteca archivio Pina e Aldo Ravelli, che titola: Storici, docenti, giornalisti: no a un "master" negazionista con Faurisson all'Università di Teramo. Lungi dal farmi io impressionare dalla titolazione troverei personalmente interessante un Master, o un corso di studi, che senza apriorismi di nessun genere si specializzasse nello studio e nella rassegna critica di tutta la letteratura cosiddetta negazionista e revisionista. Tempo fa ho scoperto in Roma che fra le tante cose strane ed in apparenza atipiche che si possono studiare esiste anche una sorta di istituto di studi compostelliani, il cui oggetto è lo studio della letteratura sul pellegrinaggio da Roma a Santiago di Compostella. Mi sembrava all'inizio curioso che addirittura si creasse un Istituto per questo genere di studi, ma poi mi dissi che ogni cosa serve se vi è chi è disposto a dedicarvisi. Mi chiedo adesso in cosa la "Fondazione Memoria della Deportazione" si senta minacciata da studi eterodossi e forse infondati, dico forse perché non mi fido di attribuire infondatezza a chicchessia o a qualsiasi dottrina se non per mia propria scienza. Ho degli amici che stimo per la profondità e serierà degli studi che non ritengono strampalate le opere dei cosiddetti revisionisti. Ma venendo alla nostra Fondazione della Memoria della Deportazione non è che se deportazione vi è stata questa venga meno perché un Faurisson tiene una conferenza a Teramo. A Roma si dice: hanno la coda di paglia. Quanto poi al Master del prof. Moffa è altro il contenuto per chi si prende la briga di leggere lo statuto ed i programmi. La Fondazione Memoria della Deportazione con il titolo scelto per divulgare ulteriormente la raccolta di firme pro Mantelli fa vera e propria opera di diffamazione. A mio sommesso parere di questo si tratta, ma non sono io il Legale del Master Maffei e non è questo il mio mestiere. Quanto alla Fondazione Memoria della Deportazione non vi è dubbio, a mio sommesso avviso, che si tratta di una di quelle miriadi di organizzazioni e associazioni che dal dopoguerra ad oggi hanno contribuito all'elaborazione di un'ideologia alquanto fragile, ormai superata dai tempi.

 

[Nota di BM: Si rassicuri il soi-disant “liberale†estensore del testo: la Fondazione “Memoria della Deportazione†vive co propri mezzi, grazie alla munifica eredità di un ex deportato. Non si regge su fondi pubblici]

 

Tra i costi insopportabili della politica credo si debbano annoverare i finanziamenti pubblici a questo genere di organizzazioni, il cui scopo è quello di produrre falsa cultura storica e soprattutto di avvelenare gli animi dei cittadini, che ad oltre sessant'anni non sono ancora messi al riparo dei guasti morali prodotti dall'ultima guerra mondiale.

 

[Nota di BM: I “guasti morali†li han prodotti prima di tutto i fascisti, i nazisti ed i loro complici]

 

3. Fiorella Bassan: Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Da questo sito emerge una connessione con il modo ebraico anche da parte della 15ª firmataria della Lista Mantelli. Nella pagina linkata si legge una massima che sarebbe costitutiva dell'ebraismo: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Ne traggo alcune applicazioni relative ai fatti teramani: a) la prof. Bassan è docente in Roma allo stesso modo in cui il prof. Moffa lo è in Teramo. A seguito dell'azione attivata dalla firma apposta dalla prof.ssa Bassan ad una illiberale ed anticostituzione richiesta, il signor Riccardo Pacifici, come apprendo da Informazione Corretta, che in questa storia ha un gran parte, pone il seguente quesito al ministro Mussi:

«A Mussi chiedo: resta in carica chi ha organizzato l'incontro?»

ROMA - «In fondo hanno dato solo quattro "cinquine", quattro manate. Non avevano pistole né manganelli». Parla Riccardo Pacifici (foto), portavoce della comunità ebraica romana. «Gli strumenti della comunità sono quelli dell'educazione. Ma quei ragazzi hanno voluto dire: siamo presenti, non abbiamo paura».Hanno ottenuto ciò che volevano. «A Teramo sono successi fatti importanti. Il rettore ha chiuso l'università. Il ministro Mussi ha approvato. Il questore ha vietato la conferenza. Certo, tutto un po' in ritardo. Ma ora si può riparare».«Facendo lezione in quell'ateneo su ciò che è accaduto. E a Mussi faccio una domanda». «Può Moffa continuare a insegnare?».

Mutatis mutandis, ma supposto che Fiorella Bassan sia un'ebrea e che le lancette della storia si spostino al 1938, al ministro pro tempo avrebbe potuto chiedersi: può restare in carica la prof. Bassan?

 

[Nota di BM: qui si confonde la critica a qualcuno per quello che fa con lesclusione di qualcuno per quello che è. Bel modo di ragionare]

 

E quanto poi alla teoria della "cinquina" pensa la prof. Bassan che possano le sue iniziative didattiche quale che siano, purché non gradite a qualcuno, possono venire assaltate non per impartire educative "cinquine", ma con veri e propri assalti squadristici di connotazione fascista, che guarda caso hanno rotto una costola al vicequestore, scambiato in borghese per un uditore di Faurisson. In questi giorni, si provi Pacifici a porre la stessa domanda al governo inglese, se cioè la netta maggioranza dei docenti di Cambridge può restare in carica. Ecco la moderna morale ebraica: forte con i deboli (Teramo, ma anche Palestina), zitti e mosca con i forti (Cambridge).

 

4. La testimonianza di Goti Bauer. Al 18° posto nell'Elenco della Lista Mantelli, trovo il nome di Goti Bauer, di anni 83, "sopravvissuta ad Auschwitz". Con assoluta deferenza ne analizzo la testimonianza non già in relazione a Robert Faurisson, cosa che lui stesso o un suo legale potrebbe fare, ma in relazione al mio diritto di poter ascoltare lo stesso Faurisson e qualunque altro studioso detto qualificato come revisionista o negazionista. Goti Bauer aveva 14 anni nel 1938 e quindi 21 nel 1945. Una didascalia spiega che Goti ha dedicato "anni" a "testimoniare nelle scuole le vicende della Shoah", che credo si sia incominciata a chiamare così dopo il 1945. Non conosco l'ebraico e non so se il termine Shoah è l'equivalente di Olocausto. Io uso normalmente l'espressione "sterminio" e simili. Se il termine "Shoah" è in sé denotativo di un'interpretazione o una connotazione religiosa di un evento, è come dire che Goti non abbia solo testimoniato l'evento da lei vissuto ma anche ne abbia dato una determinata interpretazione.

 

[Nota di BM: come ho più volte spiegato a questi buzzurri, il termine Shoah non vuol dire aktro che “catastrofeâ€, così come “porraimos†in romani per gli zingari. Non c’è peggior sordo...]

 

Senza minimamente togliere nulla o mettere io in dubbio la sua testimonianza dei suoi anni da 14

a 21, il mio primo quesito è cosa io tolgo a lei, usando il termine "sterminio" e sinonimi al posto di un termine che mi riesce ostico ed incomprensibile. Credo che buona parte della disputa e delle pesanti discriminazioni contro i cosiddetti revisionisti o negazionisti concerne la qualificazione e l'interpretazione dei fatti, non l'esistenza o l'inesistenza dei fatti stessi. Questi si accertano con strumenti analoghi a quelli degli investigatori giudiziari (poliziotti, carabinieri, giudici istruttori). Una volta accertati i fatti con metodi inconfutabili o non contestabili, i fatti sono quelli e non altri. Ma i fatti nudi e crudi senza una loro interpretazione sono muti. Sull'interpretazione generale dei fatti connessi alla guerra dal 1939 al 1945 in Europa io ho miei proprie opinioni, non necessariamente originali, come ne può avere chiunque altro. Trovo istruttivo poter ascoltare opinioni nuove, diverse dalle mie o da quelle che mi sono note. Non vedo come in ciò vi sia nulla di criminale, o come ciò possa offendere Goti Bauer, le cui sofferenze non ho certo causato io, nato nel 1950, o i miei progenitori che vivevano in luoghi assai distanti dal teatro degli eventi. Giustamente Goti Bauer lamenta che nel 1938, con le leggi civili, gli ebrei in Italia si trovarono privati da un giorno all'altro "dei più sacrosanti diritti civili, quelli che consentono ai giovani di frequentare le scuole, ai loro padri di esercitare le loro professioni". Orbene, non è un mio sacrosanto diritto civile quello di poter ascoltare un signore anziano di anni 78, che certamente all'epoca dei fatti (10-15 anni di età) non poteva essere in alcun modo responsabile delle sofferenze di Goti, che viveva in Italia per giunta in guerra con la Francia. Capisco l'argomento del rispetto verso le sofferenze di quanti sono state vittime, ma non vedo cosa ciò abbia a che fare con il bendarsi gli occhi ed il turarsi le orecchie, o condannarsi ad avere amministrata la verità unicamente da Brunelli Mantelli e non poterla cercare autonomamente con i propri mezzi, andando per propri sentieri. Giustamente Goti Bauer lamenta l'impossibilità di esercitare la propria professione come conseguenza terribile delle leggi razziali del 1938. Ma cosa pensa che vi sia di tanto diverso nell'atteggiamento di chi vuol privare della sua professione nel nome di quelle stesse sofferenze che lei testimonia di aver subito? La sua firma ha dato un avallo agli eventi che in Teramo si sono svolti. Non credo che Goti Bauer hanno intenzionalmente voluto ciò e credo che la sua firma sia stata strumentalizzata per un'operazione assolutamente illiberale e liberticida. Se non fossi stato impegnato altrove, sarei andato a Teramo per ascoltare una persona la cui vita è in pericolo non per aver causato quelle sofferenze che Goti Bauer ha subito nei suoi anni da 14 a 21, ma solo per aver formulato nella sua testa interpretazioni, magari erronee, ma diverse da quelle consuete. Per me si tratta comunque non di difendere teorie che non conosco adeguatamente e che non rientrano nel campo principale dei miei interessi, ma di esser certo di avere il diritto di poter ascoltare chiunque in stato di legittima libertà abbia qualcosa da dire. Non mi dilungo, ma se Goti Bauer è in grado di leggere e comprendere queste mie righe vorrei comprendesse che le sue sofferenze non possono essere certo lenite dal produrre violazioni ai "sacrosanti diritti civili" di quanti vivono ad oltre sessant'anni dagli eventi da lei narrati.

 

[Nota di BM: qui all’ignoranza delle più elementari regole della metodologia storiografica si uniscono sofismi da azzeccagarbugli]

 

III.

 

Bozza

 

della Lettera che verrà formalmente spedita per e-mail,

ai singoli firmatari della Lista Mantelli,

dopo la conclusione dell'indagine sociologica.

 

[Nota di BM: sociologica o antropometrico-onomastico-razziale?]

 

Mailing List

- Ai Singoli Firmatari dell'Appello Mantelli

- Agli organi di stampa

- All'on. Anna Maria Cardano,

eletta in Piemonte come indipendente nella Lista dei Comunisti e latrice di un'interrogazione parlamentare dove si trascrive testualmente il contenuto letterale del Manifesto Mantelli e con ciò si contesta ad altri cittadini la libertà di insegnamento e di ricerca ex art. 21 e 33 cost.

 

Egregi Signori,

 

Trovo indicato come un valore in sé l'alto numero delle adesioni al documento redatto - suppongo - da Brunello Mantelli e sottoposto alla vostra firma. Ma a ciò che da altri è visto come un merito o un argomento appare invece a me un demerito e soprattutto un voler negare a me e ad altri un diritto che la costituzione riconosce a tutti. Altro è firmare un documento perché siano riconosciuti diritti a tutti, o a categorie di cittadini che ne hanno bisogno, altro è firmare per togliere ad alcuni diritti che non solo la nostra costituzione ma anche la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo riconosce ad ognuno ed a tutti.

 

Pertanto, come parte lesa nei diritti sanciti dall'art. 21 e 33 della costituzione italiana mi rivolgo a voi non in gesto di sfida o con animo intriso di rancore per la violenza subita, ma per invitarvi ad un pacifico e civile confronto nella pubblica piazza politica costituita dai singoli articoli del mio blog specificamente dedicata alla militanza politica.

 

Vi segnalerò pertanto in questa Mailing List gli argomenti che di volta in volta riterrò attinenti ai problemi che la vostra semplice adesione, forse non adeguatamente meditata, pone alla mia riflessione. Per accennarne appena soltanto uno vi pongo un quesito: vi ritenete voi cittadini italiani o ebrei, ovvero prima italiani e poi ebrei ovvero prima ebrei e solo dopo italiani.

 

[Nota di BM: è ovviamente un vecchio argomento antisemita]

 

I fratelli Rosselli risposero prima italiani e poi anche ebrei. L'ebreo Hans Maier, noto storico della letteratura, rispose in Roma al Goethe Institut prima ebreo e poi tedesco. Sono delicate questioni che io vado trattando nel mio blog politico ed i cui argomenti vi segnalerò di volta in volta per essere stati voi Firmatari del Manifesto Mantelli, che come in esso si legge ci riporta alle divisioni dell'8 settembre 1943, che io nato nel 1950 mi auguravo fossero cose di un passato assai remoto. Aggiungo che nel luogo dove sono nato, nell'estremo sud, non vi è stata nessuna forma di guerra civile e nulla ha mai lacerato gli animi dei cittadini contrapponendoli gli uni agli altri.

 

[Nota di BM: certo, al Sud ci hanno pensato gli Alleati a eliminare sul nascere ogni rigurgito fascista; il Caracciolo però dovrebbe sapere, se non fosse ignorante (se non ignorasse, cioè) che un buon numero di italiani originari del Sud, anche “estremo†la Resistenza la fecero o perché erano in precedenza emigrati al Nord o perché, soldati sbandati, si trovarono sotto il tallone nazista e fascista repubblicano. Non pochi finirono anche deportati in KL. Ma sicuramente il Caracciolo non sa neanche chi sia, ovviamente, una figura come Pompeo Colajanni, da partigiano Nicola Barbato]

 

Potrete trovare un primo post, ancora in fase di redazione e non concluso, al link:

 

http://clubtiberino.blogspot.com/2007/05/la-solita-immancabile-interrogazione.html

Ne riceverete altri sempre connessa alla responsabilità che vi siete assunti firmando l'Appello Mantelli. Mi scuso con voi se ricevete più volte lo stesso messaggio. Si tratta di un inconveniente tecnico dovuto al fatto che dovrò formare l'indirizzario cercando ognuno dei vostri indirizzi in rete se esistono. Non ho nessun civile rapporto con Brunello Mantellli e non posso né voglio chiedere a lui alcunché. A vostra richiesta cancellerò il vostro nome dalla lista da me autonomamente redatto, ma mi permetto di osservavo che la mia lista non nasce per vendervi un prodotto commerciale ma come conseguenza di una vostra azione con la quale si tende a cancellare un mio diritto costituzionale.

 

Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, considerate questo mio testo non definitivo. L'urgenza e la gravità della situazione mi impone di uscire dalla fissità delle carte bollate ed a rendere questa lettera continuamente aggiornabile nel suo contenuto allo scopo di meglio significare che con la presente non intendo sindacare il vostro diritto di pensarla diversamente da me, ma di convincervi che la nostra comune convivenza civile sarà possibile solo se in uno stesso stato sotto il regime di una costituzione condivisa ognuno di noi potrà pensare liberamente anche le cose più strampalate senza che ciò venga criminalizzato e represso e magari punito con il carcere. Ciò avviene in Europa ed io sospetto che la vostra iniziativa sia finalizzata allo scopo di introdurre anche nel nostro paese simili leggi liberticide. Pertanto per la redazione definitiva ed aggiornata di questa mia lettera a voi rivolta vi prego di basarvi sul testo che trovate alla seguente pagina:

http://clubtiberino.blogspot.com/2007/05/bozza-di-lettera-destinata-ad-ogni.html

 

Antonio Caracciolo

- Professore ricercatore di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Teoria dello Stato della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma La Sapienza

 

[Nota di BM: è appena ovvio che il titolo di “professore ricercatore†non esiste. Esiste invece quello di “ricercatoreâ€, che è un po’ meno, hic et nunc, di quello di “professoreâ€. Ma l’essere un po’ vanesii in fondo è un vizio perdonabile...]

05-Jun-2007
mantelli
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