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CENSURA DI REGIME ALL’UNIVERSITÀ DI TERAMO

CENSURA DI REGIME ALL’UNIVERSITÀ DI TERAMO

 

Estremisti sionisti aggrediscono Claudio Moffa e Robert Faurisson, cui l’Università e la città negano il diritto di tenere l’annunciata conferenza

 

Incapace di confrontarsi con le scomode tesi revisioniste dello storico francese, la lobby sionista è ricorsa a mezzi estremi. È l’undicesima aggressione subita da Faurisson

 

Si sono proclamati «un gruppo di ebrei provenienti da Roma», ma si sono comportati come miliziani del Betar i figuri che ieri hanno aggredito a Teramo lo storico francese Robert Faurisson e il suo ospite Claudio Moffa, docente alla locale università.

Il Betar è un’organizzazione sionista che proclama di difendere gli ebrei, ma non si capisce da chi, visto che nessuno li minaccia. In realtà il Betar è sodalizio molto chiacchierato per alcuni suoi protagonismi paramilitari nel contrastare fisicamente chi critica il sionismo. Si badi: aggressioni non a chi critica gli ebrei o il popolo d’Israele, ma a chi critica il sionismo, cioè l’aggressiva politica militare del governo d’Israele, soprattutto in danno di palestinesi e libanesi.

Robert Faurisson, ex docente alla Sorbona di Parigi e all’università di Lione, è il più famoso, osteggiato e apprezzato analista della storia dei campi di concentramento della seconda guerra mondiale. Tali ricerche lo hanno condotto a riscrivere il capitolo dell’Olocausto attingendo a fonti storicamente accertate, contraddittorie con i verbali militari e le emotive deposizioni testimoniali che invece sono state presi come oro colato dal Processo di Norimberga e come tali ritenuti intoccabili dalla storiografia dominante.

Ieri Faurisson si trovava a Terarmo per svolgere una conferenza all’univeristà, nel contesto di un master condotto da Moffa, ovviamente col beneplacito del rettore. Ma una campagna di stampa orchestrata dalla lobby sionista ha indotto le autorità accademiche a fare retromarcia: ieri rettore e preside non hanno esitato a chiudere l’università pur di negare la parola a Faurisson. Gli organizzatori hanno allora cercato soluzioni alternative, senza trovarne. E si capisce perché: dopo settimane di linciaggio mediatico e di allarmismi insensati, tutti tesi a creare un clima di torbidi, nessuno se l’è sentita di ospitare l’iniziativa.

Dopo l’aggressione, Moffa, Faurisson e colleghi sono stati scortati dalla polizia.

È tristemente drammatico che, a 60 anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la censura e la proscrizione dei docenti non allineati continuino a imperversare.

Questa è l’undicesima aggressione subita da Faurisson da quando ha iniziato a divulgare, soprattutto in Francia, i risultati delle proprie ricerche storiche.

Nello scorso dicembre Faurisson era intervenuto, a Teheran, a un convegno analogo a quello organizzato a Teramo da Claudio Moffa. Ma in Iran – Paese vaccinato contro la disinformazione sionista – nessuno ha aggredito nessuno e Faurisson aveva detto liberamente tutto quello che aveva da dire, giacché in Iran impera la persuasione che, se hai fiducia nella solidità delle tue convinzioni, non deve temere di confrontarti con chi non le condivide.

In attesa di poter pubblicare la relazione che Faurisson non ha potuto tenere a Teramo, segnaliamo che quella da lui svolta a Teheran è disponibile, in originale francese e in traduzione italiana, al sito:

http://www.radioislam.org/faurisson/fr/victoires.htm.

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Pagina aggiornata :07-Jun-2007