Università di Torino
Unità 36

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? La validità

 

 

L’osservazione è valida quando riesce a registrare i comportamenti che effettivamente intendeva rilevare.

 

Il metodo dell’osservazione utilizzato nelle scienze sociali è piuttosto complesso, per cui è errato credere che la conclusione a cui giunge (evidenza empirica) sia semplicemente ciò che è stato osservato nella "realtà".

La validità, intesa in senso più generale, è il risultato della congiunzione di differenti forme di validità particolari:

  • teorica: attiene alle procedure di formulazione e richiede che gli indicatori dei comportamenti utilizzati siano unidimensionali e pertinenti;
  • interna: richiede che le operazioni informative non siano disturbate da fattori che diano luogo ad errori sistematici. Riguarda dunque l’osservatore, i meccanismi d’interazione, le regole osservative, la registrazione;
  • esterna: riguarda direttamente la natura della situazione osservativa ed il criterio di campionamento, indirettamente tutti gli altri aspetti della rilevazione, nonché lo stesso strumento osservativo (Bruschi A., 1996).

 

Se ad un ricercatore interessa raccogliere i dati sulle azioni degli uomini, piuttosto che sulle credenze, i valori, le opinioni, l’osservazione diretta degli atti ha una maggiore validità apparente, rispetto ad una raccolta di dati realizzata mediante questionario, intervista o indagine documentaria. Questi ultimi metodi forniscono, infatti, solo dati secondari filtrati attraverso un intermediario (il soggetto che risponde alle domande o l’autore del documento) che è stato testimone dell’evento. Quindi le informazioni fornite possono facilmente essere alterate, se il fatto è illecito, o riguarda una questione personale delicata, o se l’evento risale a molto tempo prima e la memoria del rispondente si è offuscata.

 

Gli elementi che possono portare all’invalidità dell’osservazione diretta sono:

 

  1. la mancanza di anonimato: la persona osservata tende a comportarsi esclusivamente in modo approvato (legale);
  2. la realtà sociale come costrutto mentale dell’osservatore: ciò che l’osservatore vede non è soltanto un insieme di fenomeni concreti, ma anche un quadro delle sue aspettative. Nessun osservatore è del tutto imparziale, perché tale imparzialità non è determinata dal vedere ciò che si vuole vedere, ma da quello che ci si aspetta di vedere;
  3. la mancanza di struttura nello strumento di osservazione: è possibile che l’osservatore scelga d’iniziare la ricerca senza alcuna categoria di osservazione strutturata consapevole, attendendo che tale struttura emerga con il tempo dalle persone osservate. In questo modo l’osservatore, privo di specifici caratteri su cui concentrarsi, riuscirà ad ottenere informazioni molto generali, ma non riuscirà a cogliere molti eventi specifici;
  4. l’adeguatezza degli organi di senso dell’uomo: l’osservatore non deve avere troppa fiducia nelle proprie facoltà, ma dev’essere consapevole della fallibilità dei suoi organi di senso. Ad esempio la capacità d’individuare l’origine di un suono dipende in larga misura dalla direzione in cui la persona è rivolta quando il suono viene prodotto. Inoltre anche altri fattori come la stanchezza, la fame e lo stress, possono influenzare la qualità delle percezioni sensoriali.

 

Gli elementi che possono portare all’invalidità nell’osservazione indiretta sono:

 

  1. le misure di erosione non adeguatamente analizzate: la misura, ad esempio, di una scala rispetto ad un’altra non può essere determinata solo dal suo maggior utilizzo, ma dev’essere valutato anche se è stato realizzato con un legno più morbido o in un tempo anteriore;
  2. le misure di accrescimento non adeguatamente utilizzate: in un’analisi dei rifiuti, ad esempio, rileviamo che il signor A butta via regolarmente i fumetti ed il signor B le riviste di letteratura. Questo può voler dire che il signor B ha gusti letterari più sofisticati perché compra tali riviste, ma può anche essere che butti le riviste letterarie e che collezioni i fumetti.

Un problema ulteriore è determinato dalla differente capacità di sopravvivenza dei vari materiali. Se un antropologo, ad esempio vuole studiare le abitudini di vita delle persone che hanno abitato una città più di cinquant’anni fa, attraverso lo studio dei giornali buttati nella spazzatura, non può farlo, perché i prodotti cartacei, a differenza di quelli di vetro e di metallo, vengono distrutti dal tempo (Bailey K. D., 1985).

 

 

 

 

 


Last Update 04-Dec-1998 by trinchero
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