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? Losservazione non strutturata in ambiente naturale
Nata come primo metodo dindagine del mondo e delle persone, è stata resa più rigorosa nelle sue tecniche (determinazione degli obiettivi, dei soggetti da osservare, del tempo necessario,
) per studi antropologici (in questo caso si parla di etnometodologia), di psicologia sociale, clinica e delle organizzazioni.
Consiste nellosservazione diretta del comportamento "naturale" dei soggetti studiati nel contesto abituale che quindi non viene modificato in alcun modo per la ricerca.
Losservatore mira ad una conoscenza globale relativa a ciò che i soggetti studiati dicono e fanno tenendo presente:
- le variabili geografiche e meteorologiche;
- la struttura organizzativa della comunità o gruppo;
- le proprietà di rinforzo dellambiente;
- le caratteristiche personali dei soggetti del gruppo come età, sesso, stato sociale, livello distruzione,
(Zambelli, 1983).
Tale tipologia di osservazione non è dunque finalizzata allaccertamento dipotesi specifiche, ma allobiettivo più generale di una descrizione profonda, completa e con il maggiore dettaglio possibile.
Losservatore tenendo presente:
- laccettabilità del suo lavoro e ruolo da parte delle persone oggetto di studio;
- la reattività dei soggetti;
- la qualità dei dati che più gli sono utili;
può scegliere se realizzare unosservazione:
non partecipante Þ il ricercatore, la cui presenza è ignorata dai soggetti osservati, deve rimanere nascosto, per cui solitamente utilizza nel suo lavoro registratori, videocamere, specchi unidirezionali,
partecipante coperta Þ il ricercatore, dopo essere riuscito a farsi accettare come membro del gruppo, prende parte regolarmente alle attività abituali dei soggetti studiati senza rivelare la propria identità ed il proprio scopo ad alcuno. Ad esempio, Nels Anderson, nei suoi studi sui vagabondi, spesso viaggiò e visse con loro senza affermare di essere uno scienziato sociale.
partecipante scoperta Þ il ricercatore partecipa alla vita della comunità o gruppo in studio rendendo esplicito il proprio scopo e ruolo di studioso a tutti i suoi membri o solo ad alcuni di loro (Cardano in Ricolfi, 1997).
I vantaggi e i limiti derivanti dallutilizzo di questo metodo sono:
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Vantaggi |
Limiti |
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La mancanza di artificialità, perché i soggetti sono osservati nel loro ambiente naturale che non viene alterato. |
La difficoltà di ottenere le autorizzazioni per fare ricerca sul campo. |
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La possibilità per il ricercatore di ottenere dati abbastanza completi che gli consentono di distinguere i comportamenti abituali da quelli casuali e di scoprire alcune condotte che non verrebbero ammesse verbalmente. |
La difficoltà e spesso limpossibilità di rilevare tutte le variabili estranee che possono influenzare i dati. |
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La possibilità per il ricercatore di vivere in prima persona quei comportamenti che sono oggetto del suo studio.
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La difficoltà di prendere appunti sul campo per limitare al massimo la reattività dei soggetti (tale difficoltà diventa spesso impossibilità nel caso di osservazione partecipante coperta). |
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La possibilità di ottenere dati unici quando è impossibile riprodurre una particolare situazione in laboratorio, o quando, anche in ambiente naturale, sarebbe immorale far rivivere determinati eventi (ad esempio, lo studio in Africa delle conseguenze sul rendimento lavorativo dellinsufficiente e inadeguata alimentazione). |
Non è consigliabile quando si desidera scoprire le cause di un comportamento perché questo tipo di osservazione non consente di isolare le variabili, né di manipolarle. |
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Il tempo di osservazione è solitamente lungo, in quanto può variare da pochi giorni a qualche anno. |
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Limpossibilità di fare confronti con altri studi, determinato dal cambiamento del contesto nel tempo, dalla maturazione delle persone e dal tipo di rapporto che il ricercatore instaura con i soggetti osservati. |
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