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? Fasi della progettazione della ricerca
Sono state identificate le seguenti fasi di progettazione al fine di:
- utilizzare al meglio il tempo e le risorse materiali e mentali disponibili;
- rendere più rapida ed efficiente la comunicazione con i colleghi;
- realizzare un progetto scritto da presentare ad enti pubblici o privati per richieste di finanziamento;
- generare dati nuovi, utili ed adeguati rispetto allo scopo;
- consentire, a ricerca conclusa, unanalisi del percorso seguito per giungere alle conclusioni, dal progetto iniziale alle successive revisioni.
Questo non significa, però, che sia necessario seguire tali fasi in modo rigido in ogni ricerca.
Le procedure usuali sono:
- Identificazione e analisi del problema (o problematizzazione del tema)
Se loggetto di studio non è indicato da un committente, tale scelta diviene
una delle decisioni più importanti alle quali è chiamato letnografo.
Serve per meglio individuare i dati che sarà opportuno raccogliere, i contesti, i metodi e le tecniche, per evitare, così, di ottenere materiali documentari inutili o adatti ad essere utilizzati erroneamente. È dunque sbagliato un accumulo ossessivo di dati non problematizzati nella illusione che alla fine saranno questi ultimi a dirci a cosa servono.
- Spoglio dei materiali già esistenti
È importante che il ricercatore consulti i dati documentari della cui esistenza è venuto a conoscenza aventi attinenza tematica, areale e teorica con il problema dellindagine.
Tali materiali possono essere censimenti, rapporti economici, statistici o sanitari, manuali di letteratura, di storia e dei dialetti del posto, diari di viaggio, giornali, romanzi, fotografie, poesie, dipinti, canzoni, documenti personali come lettere, diari e testamenti.
Scopo di questo lavoro di spoglio è ricavare notizie utili per la formulazione dellipotesi, per la scelta dei metodi e delle tecniche più adatte.
A volte è possibile rilevare resoconti di precedenti ricerche sul gruppo sociale che si sta per studiare che, oltre ad incrementare le precedenti informazioni, offrono indicazioni che consentono di evitare errori già commessi, di abbreviare i tempi dindagine e di confrontare i risultati al termine della ricerca.
- Formulazione dellipotesi
Dopo aver ottenuto una quantità di conoscenze, sufficiente a consentirci di pensare allesistenza di possibili relazioni fra alcuni aspetti della complessa realtà, è possibile formulare una o più ipotesi.
Esse hanno quindi lo scopo dindirizzare la ricerca al fine di ottenere informazioni utili, benchè restino semplicemente delle previsioni che attendono dessere confermate o respinte e allora sostituite da altre alternative.
- Esame dei tipi dindagine possibili e conseguente decisione
Le indagini più realizzate sono:
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Rassegne o censimenti |
Sono raccolte di materiali di tipo diverso con scopo repertoriale o descrittivo. Riguardano un po tutti gli aspetti culturali della vita di un gruppo che però non vengono analizzati in profondità. Se ben realizzati possono costituire una base utile per successive ricerche più specifiche. |
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Ricerche in profondità |
Sono indagini finalizzate alla rilevazione della relazione esistente tra più fenomeni. Si può trattare, ad esempio, dello studio di un ciclo di feste e della funzione che hanno nella vita della società. Data però la difficoltà di esaminare linterazione tra tanti fattori, è necessario limitare queste ricerche ad un ristretto gruppo di persone. |
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Ricerche in profondità molto specifiche |
Sono indagini focalizzate su un particolare fenomeno e su un ristretto numero dindividui, ma che solitamente richiedono un tempo piuttosto lungo. |
- Scelta dei luoghi e pianificazione dei tempi
La scelta del luogo dove rilevare i dati è determinata dal problema. È buona regola evitare dintraprendere solo ricerche in località molto distanti dalla residenza del ricercatore o finalizzate a studiare solo la cultura di tipo agro-pastorale. Interessanti indagini etno-antropologiche possono essere svolte anche nella città e nel quartiere di abitazione.
È utile, inoltre, progettare i tempi dindagine tenendo in considerazione quattro fattori:
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Tipo dindagine |
Le rassegne o censimenti richiedono un tempo minore rispetto alle ricerche in profondità. In entrambi i casi, comunque, devono essere tenuti presenti eventuali periodi dassenza dal campo per riposo, per riflessione o per rallentare un rapporto divenuto troppo coinvolgente con gli informatori. |
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Terreno di ricerca |
È importante prevedere un periodo di lavoro più lungo se il gruppo oggetto di ricerca non è mai stato studiato e se il luogo è sconosciuto al ricercatore, ma anche se la comunità non è riuscita a creare rapporti positivi con i precedenti studiosi. |
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Caratteristiche del ricercatore |
Il rilevatore può prevedere i tempi dindagine in modo più efficace se ha imparato a valutare criticamente la propria personalità e le proprie capacità. Può prospettare un minor tempo se è in grado di presentarsi e inserirsi con facilità, se si adatta in modo rapido al nuovo ambiente, se è in grado di comprendere la lingua o il dialetto parlato, e così via. |
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Caratteristiche degli eventi: |
Il tempo di rilevazione deve essere abbastanza lungo da consentire al ricercatore di stabilire se i fenomeni osservati sono accadimenti casuali o abituali. |
È determinata dallipotesi che si vuole verificare, dal tipo dindagini possibili e dalla disponibilità dei soggetti.
- Valutazione della rappresentatività
Per poter saggiare la validità di unipotesi è necessario che sia il terreno, sia il gruppo sociale prescelti rispondano a criteri di rappresentatività rispetto al problema dellindagine.
- Scelta dei metodi e delle tecniche di rilevazione
In fase di progettazione è utile predisporre sia i metodi sia gli strumenti che si ritengono più utili ed adatti alla situazione, tenendo presente la possibilità di apportare eventuali cambiamenti sul terreno nel caso risulti necessario.
È necessario, innanzi tutto, compiere una scelta sulla forma della partecipazione.
Essa, infatti, può essere:
coperta: se letnografo partecipa alla vita dei propri ospiti in incognito, evitando cioè di rivelare ad alcuno la propria identità e i propri scopi.
È solitamente utilizzata per ridurre al minimo la reattività dei soggetti osservati, perché se i membri del gruppo sono ignari dello scopo dello scienziato, è più probabile che non alterino il loro comportamento in modo volontario o meno.
Inoltre il ricercatore, divenendo membro della comunità, può giungere ad una comprensione più completa e non mediata, in quanto, in molte occasioni può sentire reazioni emotive simili a quelle dei veri membri. Egli può ad esempio realmente provare il freddo e la fame del vagabondo o lesaltazione unita allo sfinimento di una danza della tribù.
Tuttavia letnografo deve tenere presente i limiti che questo metodo comporta:
- la rigidità:
il ricercatore, assumendo un preciso ruolo sociale, può partecipare soltanto alle attività che esso legittima. Ha dunque minore possibilità di movimento sul campo e non può svolgere inchieste né prendere appunti in modo scoperto.
- il coinvolgimento:
la partecipazione rende letnografo meno in grado di distanziarsi cognitivamente ed emotivamente dalloggetto di studio. Con il protrarsi della ricerca nel tempo, può nascere il pericolo che lamicizia o addirittura lamore tra losservatore ed i soggetti possano limitare la sua obiettività o non fargli notare cose che risulterebbero ovvie ad un estraneo.
- la memorizzazione:
letnografo non può prendere appunti innanzi ai nativi. Deve quindi memorizzare le informazioni e registrarle in un secondo momento in un luogo privato.
- la pubblicazione dei risultati della ricerca:
in questa occasione il ricercatore deve rivelare la sua vera identità ed il suo scopo e deve essere pronto a pagare il prezzo del tradimento della fiducia che le persone avevano riposto in lui;
scoperta: se il ricercatore entra nel gruppo rendendo esplicita la propria identità e le proprie finalità.
È solitamente utilizzato per un motivo etico in quanto molti studiosi considerano illegittimo condurre una ricerca scientifica su alcune persone senza chiedere loro il consenso.
Ha inoltre il vantaggio della flessibilità, in quanto permette al ricercatore di accostarsi ai diversi ruoli, di avere più possibilità di movimento sul campo, di realizzare interviste formali anche con microfono e registratore e di effettuare analisi documentarie senza destare sospetti.
Tuttavia letnografo deve tenere presenti i limiti che questo metodo comporta:
- la reattività:
le persone modificano il loro comportamento quando sanno di essere osservate. È un problema che è minore nei gruppi con una cultura dellospitalità e che comunque si riduce con il passare del tempo, quando la presenza del ricercatore diventa familiare.
- lincompletezza della comprensione:
il ricercatore è in grado di osservare gli eventi, ma non può sempre condividere le sensazioni e il punto di vista dei membri (Cardano in Ricolfi, 1997).
- Valutazione delle conoscenze e competenze
Dopo avere individuato i metodi e le tecniche adatti, occorre rilevare quali nozioni e capacità possedute siano utili e quali sia necessario imparare.
Queste possono essere conoscenze disciplinari come la linguistica, la storia, larcheologia, o capacità di tipo tecnico come luso degli strumenti audiovisivi, la stenografia, la schedatura, la rappresentazione grafica e cartografica,
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