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Già vista nell'unità dedicata alle scale nominali,
la moda è un valore caratteristico rilevante
anche per le distribuzioni dei dati in categorie ordinate anche se non
tiene conto dell'ordine delle categorie. La moda è la categoria
con la frequenza più alta. Tuttavia l'ordine delle categorie diventa
rilevante per una famiglia di concetti derivati dal concetto di moda (distribuzione
unimodale, bimodale, trimodale), che hanno senso solo quando le categorie
sono (almeno) ordinate.
Vediamole in dettaglio:
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Unimodale centrale:
supponiamo di avere due distribuzioni di frequenza dei
titoli di studio in due paesi immaginari (esempio tratto da Marradi, 1993,
p.73):
| Titolo di studio |
Argevia |
Nippone |
nessuno
licenza elementare
licenza media
licenza media superiore
laurea |
17%
24%
29%
23%
7% |
1%
12%
19%
23%
45% |
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La distribuzione di frequenza dei titoli di studio in
Argevia è un esempio di distribuzione unimodale centrale,
perché presenta la moda sul valore centrale, mentre le frequenze
delle altre categorie decrescono progressivamente dall'uno e dall'altro
lato del valore centrale. |
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Anche per il Nippone c'è una sola moda, la quale
però coincide con un valore estremo della distribuzione: le altre
frequenze decrescono progressivamente fino all'altro estremo. |
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Bimodale:
si potrebbero avere dei casi in cui invece di decrescere
da un estremo all'altro, le frequenze decrescono fino ai valori centrali,
poi tornano a crescere man mano che si va verso l'altro estremo: distribuzioni
di questo tipo si dicono bimodali. Se, come nell'esempio proposto,
una delle due mode è nettamente più bassa dell'altra, si
parla di sotto - moda o submoda.
| Tipo di comune di residenza |
% |
urbani centrali
urbani periferici
quasi -urbani
quasi - rurali
rurali
imprecisato |
32%
17%
9%
17%
19%
6% |
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Trimodale:
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si presentano anche, seppur non di frequente, distribuzioni
con una moda nei valori centrali ed una in ciascuno dei valori estremi,
chiamate trimodali. |
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