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Modificazioni legate all’età
dell’aspetto ecografico del pancreas normale nel gatto. Larson M.M., Panciera D.L., Ward
D.L., Steiner J.M., Williams D.A. Vet.Rad & Ultras, 2005, 46 (3)
238-242 La diagnosi di pancreatite è
difficile, per sintomi aspecifici e test diagnostici non invasivi non
completamente attendibili. L’ecografia è utilizzata
comunemente come test non invasivo, anche se i parametri ecografici della
patologia, specie nella fase cronica, non sono ancora ben definiti. Le
modificazioni evidenziabili sono relative alle
dimensioni e all’ecogenicità del pancreas e alla dilatazione del dotto
pancreatico. Questo studio prospettico vuole
determinare se eventuali modificazioni di questi parametri possono essere
legate all’età del gatto e pertanto non interpretate come segni di patologia in
atto. Materiali e metodi - Sono stati inseriti nello studio
gatti pervenuti alle Facoltà di Medicina Veterinaria della Virginia e del Texas
che avessero:
Per l’esame
cografico il gatto era posto in decubito dorsale, con sonda settoriale da
8.5MHz e lineare da 14MHz. Il corpo del pancreas era
evidenziato caudalmente alla scissura piloro-duodenale, medialmente al duodeno
ascendente e ventralmente alla V. Porta. Il lobo di sinistra era
evidenziato caudalmete allo stomaco, cranialmente al rene sinistro e
medialmente alla milza. Il lobo destro era evidenziabile dorsomedialmente al
duodeno discendente; ma non è stato possibile
identificarlo in tutti i soggetti e pertanto non è stato inserito come
criterio di inclusione. Il dotto
pancreatico era identificato come una struttura tubulare con porzione centrale
anecoica e pareti iperecogene; il Color Doppler confermava l’assenza di flusso
e pertanto permetteva di differenziarlo da una struttura vascolare. Veniva considerata l’ecogenicità
del parenchima pancreatico e le dimensioni sue e del dotto. L’ecogenicità del
pancreas era comparata a quella del parenchima epatico e del grasso mesenterico
e veniva classificata come iso-ipo- o iperecogena; la
massima altezza del corpo e del lobo sinistro del pancreas venivano misurate
nella sezione longitudinale. Risultati – Sono stati inseriti nello studio 84 gatti, di entrambi i sessi e di età compresa tra 6 mesi e 16 anni
(27 gatti erano tra i 5 e i 10 anni e 14 superiori ai 10 anni). In
tutti il pancreas risultava omogeneo, ipoecogeno, con margini ben definiti,
con assenza di alterazioni o noduli; il lobo destro è stato visualizzato solo
nel 20% dei soggetti e pertanto non è stato considerato affidabile in questo
studio. L’ecogenicità del
corpo e lobo sinistro del pancreas è stata per 83 gatti isoecogena rispetto al
fegato e ipoecogena rispetto al grasso mesenterico circostante; in solo 1
soggetto (di 11 anni) era isoecogeno con il grasso mesenterico. La larghezza del
corpo del pancreas misurava dai La larghezza del
lobo sinistro misurava dai Il dotto
pancreatico è stato misurato in 75/84 soggetti; in questi misurava dai 0.65mm
ai Discussione – Nel gatto, il corpo ed il lobo sinistro del
pancreas sono evidenziabili più facilmente del lobo destro, probabilmente a
causa delle dimensioni ridotte di quest’ultimo; è molto difficile studiare il
pancreas in gatti non collaborativi o con gas in stomaco, duodeno o colon che
può nasconderne delle porzioni.. Le dimensioni del
corpo e del lobo sinistro sono analoghe a quanto riportato in altri studi; in
tutti i gatti la larghezza del pancreas era inferiore
a Non ci sono
correlazioni tra la dimensione e l’età, e tra le dimensioni ed il peso dei
soggetti esaminati. La
dimensione del dotto pancreatico in umana varia con l’età, aumentando
gradualmente da L’ecogenicità del
pancreas, in pazienti anziani, aumenta con l’età, per infiltrazione di grasso, fibrosi o atrofia, fino a diventare molto
iperecogena, rispetto al fegato.. In questo studio,
solo un soggetto aveva l’ecogenicità superiore a quella del fegato e il gatto
in questione non era sovrappeso. In conclusione
possiamo affermare che la diagnosi di patologia pancreatica può rappresentare
ancora una certa difficoltà per il clinico e per il diagnosta; sicuramente
trova il suo gold standard nell’esame istologico, anche se una singola biopsia
non è sufficiente per escludere la pancreatite. Considerando i soli esami non
invasivi, dal punto di vista sierologico, alcuni precedenti studi avevano
associato a patologie pancreatiche livelli anormali di Fosfatasi Alcalina, ALT,
AST, Calcemia, Glicemia e bilirubina. In realtà si è visto che la fTLI è meno sensibile per la diagnosi di pancreatiche
rispetto a quella di insufficienza pancreatica, nel gatto. La fPLI è invece più sensibile nelle pancreatiti del gatto. La sensibilità
dell’esame ecografico per la diagnosi di pancreatite nel gatto è bassa, con un
range tra il 20%-35%. Inoltre non
esiste nessuna relazione tra le modificazioni di dimensioni e di ecogenicità del pancreas con l’età del soggetto; il dotto
pancreatico può con l‘età aumentare leggermente, ma non può essere utilizzato
come unico indicatore di pancreatite nel gatto anziano. Aspirato con ago sottile e biopsia TC-guidati di lesioni
polmonari in 30 cani e gatti Zekas L.J., Crawford J.T., O’Brien
R.T. Vet. Rad.& Ultras., 2005, 46 (3) 200-204 L’aspirato con ago sottile (FNA) o la
biopsia di lesioni intratoraciche può essere effettuata
sotto la guida della fluoroscopia, ecografia o TC. L’indicazione per la tecnica
TC-guidata include le lesioni attigue a strutture vascolari, lesioni non ben
identificate con la radiologia e le fluoroscopia, lesioni circondate da polmone
areato e pertanto non evidenziabili con l’ecografia, lesioni molto piccole. Campioni prelevati con biopsia
TC-guidata, secondo studi in umana, sono diagnostici per il 75-99%. Le principali complicanze sono date
dal pneumotorace e dalle emorragie, anche se sono riportati, sebbene più rari,
l’emotorace, la pericardite, enfisema sottocutaneo, embolismo e disseminazione
di cellule neoplastiche lungo il tragitto dell’ago bioptico. Lo scopo di questo studio era di
descrivere i risultati diagnostici del FNA o della biopsia TC-guidata e
riportare la frequenza e la gravità delle complicanze verificatesi. Material e metodi – Inclusi nello studio tutti
i soggetti pervenuti alla Scuola di Medicina Veterinaria dell’Università di
Wisconsin, in un periodo dal 1999 al 2003, sottoposti a FNA o biopsia sotto
guida TC. L’apparecchio usato era una TC di III generazione. La metodica
prevedeva la scansione dell’area della lesione con
slices di 1.5- Le lesioni evidenziate erano
classificate come mediastiniche, ai lobi craniali, ai caudali e lesioni
multiple diffuse; si teneva presente anche la profondità della lesione rispetto
alla parete toracica (misurata in mm) e pertanto l’altezza di polmone areato
perforato dall’ago. Le diagnosi citologiche o istologiche
erano classificate in diagnostiche o non diagnostiche; erano non diagnostiche
se l’interpretazione era in conclusiva o non corretta. La diagnosi era di
lesioni neoplastiche e non neoplastiche, che includeva tutte le condizioni
infiammatorie ed infettive. La diagnosi definitiva veniva
determinata dalla necroscopia o dalla istologia post-chirurgica. L’eventuale complicanza
post-chirurgica veniva classificata in lieve, moderata
e grave. L’identificazione di una complicanza veniva
correlata alla localizzazione della massa, tipo di lesione (neoplastica o no),
metodo di prelievo (FNA o biopsia), larghezza della lesione, profondità di
polmone areato attraversato. Risultati – 30 sogetti sono stati inclusi nello studio (27 cani, 2
gatti e un coguaro) con peso corporeo compreso tra 4 e Le lesioni erano 5 mediastiniche e 25
polmonari. In 12 soggetti era stata praticata
solo FNA, in 10 la sola biopsia e in 8 le due tecniche associate. L’esame citologico dell’FNA
è stato considerato non diagnostico per 7 /20; dei rimanenti 13 casi, per 12 la
diagnosi era di neoplasia. L’esame istologico mostra 3/18 non
diagnostici; dei rimanenti, 12 erano neoplastici. Le complicanze post biopsia sono state notate in 13 soggetti/30, di cui 8 pneumotoraci,
9 emorragie polmonari e Discussione – In questo studio, la diagnosi è stata effettuata
nel 65% dei FNA e nel 83% delle biopsie. L’alta percentuale di citologici non
diagnostici o non corretti è dovuta allo scarso numero
di cellule tissutali prelevate. Questo può essere possibile se il nodulo aspirato
è di piccole dimensioni o per l’inaccuratezza nell’identificazione della punta
dell’ago durante la biopsia; ma anche le lesioni di dimensioni maggiori possono
rendere difficoltosa l’interpretazione per la presenza di aree
necrotiche centrali o zone infiammatorie adiacenti. La percentuale dei risultati
diagnostici è maggiore per le forme neoplastiche rispetto a quelli non
neoplastiche. Il maggior numero di complicanze è dovuto al pneumotorace, verificatosi nel 30% dei soggetti.
Anche in letteratura umana le lesioni profonde sono associate ad un aumento del
rischio di pneumotorace: con lesioni più profonde di |
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