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Rischio da radiazione in radiologia veterinaria
Rischio da
radiazione in radiologia veterinaria L’esposizione alle radiazioni di tessuti biologici comporta diverse probabilità di danno con diversi livelli di gravità a seconda del tessuto o organo considerato. Quale
è il rischio da radiazione per gli operatori nella radiologia veterinaria? La
risposta è funzione di numerose variabili alcune delle quali tecniche
(caratteristiche dei fasci radianti impiegati, qualità delle radiazioni, bontà
della catena fotografica e di sviluppo), altre strettamente connesse alle
modalità operative (carico di lavoro, impiego di indumenti schermanti eccetera)
ed è in ogni caso di non semplice espressione. La
valutazione del rischio è comunque non solo un aspetto importante per la
sicurezza, ma anche un compito espressamente richiesto dalla vigente
legislazione. E’
infatti necessario che il datore di
lavoro acquisisca una relazione (dall’esperto qualificato nda) scritta contenete le valutazioni e le
indicazioni di radioprotezione inerenti alle attività stessa (art. 61 D.Lgs
230/95). Detta relazione (...)
costituisce il documento di valutazione del rischio di cui all’art. 4.2 del D.
Lgs 626/94. Il
datore di lavoro è tenuto a fare effettuare una valutazione del rischio ed è
lui stesso che fornisce all’esperto
qualificato i dati, gli elementi e le informazioni necessarie per una corretta
valutazione del rischio: è quindi indispensabile che chi fornisce i dati
per la valutazione del rischio sia in prima persona reso edotto di quali
possono essere i rischi connessi all’uso delle radiazioni. Come
valutare la correttezza del proprio sistema radioprotezionistico adottato? Il
primo passo è quella di adottare strumenti in grado di valutare
quantitativamente la grandezza primaria di rischio, cioè la dose assorbita
durante le operazioni diagnostiche; il secondo consiste nel confrontare le dosi
misurate (o attese) con i limiti massimi di dose riconosciuti per legge. Dosi
all’operatore superiori alla soglia minima di legge, sono, anche se inferiori
al limite massimo di dose ammessa, un importante segnale che deve far riflettere sulla necessità di rivedere il
proprio metodo di lavoro. La
dosimetria può costituire un importante passo per verificare la sicurezza del
metodo di lavoro adottato soprattutto nella diagnostica veterinaria dove, oltre
ai consueti fattori di rischio tipici delle radiazioni ionizzanti occorre
aggiungere elementi di difficile valutazione connessi alla non sempre scontata
collaborazione del paziente. Occorre
comunque sempre ricordare che la
filosofia operativa portante in materia di sicurezza è quella di ridurre
il rischio a livelli tanto bassi quanto
tecnicamente ed economicamente ottenibili. |
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