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Tesi-HULHORN-SCLEROSI-C-III-UPPSALA
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La sclerosi dell’osso carpale terzo. Valutazione radiografica e implicazioni cliniche nei cavalli trottatori.

 

Tesi di Dottorato presso l’Università di Scienze Agricole dell’Università di Uppsala (Svezia), presentata dal Dr. MV Henrik Uhlhorn, pubblicata in Acta Univ. Agric. Suec., Veterinaria, 89, anno 2000. (61 pagine). ISBN 91-576-5948-6.

 

Ripartizione degli argomenti nella tesi:

Caratteristiche dell’osso – Modellamento e rimodellamento dell’osso – Osso e attività sportiva – Anatomia e biomeccanica del carpo del cavallo – La zoppìa a sede carpica – L’esame radiografico dell’osso carpale III -  Alterazioni di radiopacità del C III: prevalenza, sviluppo, significato clinico -  Principi della tesi – Obiettivi della tesi – Materiale e metodi – Piano della ricerca – Cavalli: dati demografici, performances e parametri clinici – Esame radiografico – Valutazioni radiografiche – Esame scintigrafico – Valutazioni scintigrafiche – Raccolta e preparazione delle ossa C III – Istomorfometria – Analisi statistica -  Risultati e discussione: angolo tra raggio centrale e cassetta Rx e proiezione Dpr-DdiO – Confronto tra sclerosi e volume della radiopacità ossea – Significato clinico delle alterazioni di rediopacità nei trottatori affetti da zoppìa – Fattori che influenzano lo sviluppo della sclerosi – Conclusioni

 

    Le finalità di questa tesi sono state la valutazione della proiezione radiografica dorsoprossimale-dorsodistale obliqua (DPr-DDiO), per accertare la sclerosi dell’osso carpale III (C III) e per stabilire le correlazioni esistenti tra l’osso alterato, la sua radiopacità, l’attività precedente, la pregressa zoppìa a sede carpale, il quadro clinico e la prognosi riguardo a future attività sportive.

   Le conseguenze del posizionamento dell’arto, sull’immagine Rx e sulla profondità del C III sono state studiate su campioni congelati, con radiografie riprese con un angolo di incidenza da 15° a 45°  tra raggio centrale e cassetta. L’angolo il cui valore sia prossimo a 40° dà la massima profondità del C III in esame, ma la valutazione della sclerosi non viene modificata per variazioni dell’angolo, comprese tra 25° e 40°.

   Il confronto tra la valutazione della sclerosi e la titolazione della densità ossea con metodo istomorfometrico (su campioni provenienti da cavalli trottatori), ha evidenziato la maggiore densità per unità di volume,  dell’osso subcondrale rispetto all’osso trabecolare centrale.

   La sclerosi di grado medio significa che l’osso trabecolare subcondrale ha la massima densità, mentre l’aumento della sclerosi corrisponde soltanto ad un ulteriore incremento di densità dell’osso trabecolare centrale.

   L’associazione tra alterazione di radiopacità del C III e la gravità della zoppia e la prognosi riguardo all’attività sportiva, è stata considerata in uno studio retrospettivo su 89 trottatori affetti da carpite traumatica. In un periodo di 30 mesi, non si sono trovate correlazioni significative tra il grado della sclerosi e la gravità della zoppia, e la prognosi riguardante l’attività sportiva. Tuttavia, aree di radiotrasparenza di misura pari o maggiori a 2 mm, hanno influenzato in modo significativo la gravità della zoppia alla presentazione e alla partenza, mentre nell’arco di 30 mesi non hanno influito in modo significativo sulle possibilità di competere in gara.

   Si sono studiati i fattori che possono interferire nello sviluppo  di aumento di radiopacità dell’osso C III, mediante esame  Rx in proiezione longitudinale su 14 trottatori in allenamento e di età compresa tra 20 e 42 mesi.  La disfunzione localizzata al carpo si combinava in modo significativo con il progredire della sclerosi, ma in molti casi la sclerosi si è sviluppata in assenza di zoppia da lesioni localizzate al carpo.

   Non si sono riscontrate interdipendenze significative tra il grado di sclerosi e preesistenti zoppie localizzabili a livello del carpo, né tra l’entità della sclerosi e il livello della prestazione sportiva intesa come attività di allevamento, attività di qualificazione per la gara, attività in gara.

   In conclusione, la sclerosi non è molto indicativa della malattia del carpo né del livello delle prestazioni dei trottatori, mentre le zone di radiotrasparenza sono reperti clinicamente significativi e meritano ulteriori ricerche

 

FIG. 1 : schema del carpo visto dalla sua  faccia dorsale

Legenda: Med = mediale; Lat = laterale; R = radio; Cr = osso radiale del carpo; Ci = osso intermedio del carpo; Cu = osso ulnare del carpo; linea tratteggiata = osso piriforme; C 2, C 3, C 4 = seconda fila di ossa carpali; Mc III = metacarpeo terzo

FIG. 2: Posizione per la ripresa radiografica nella proiezione DPr-DdiO della seconda fila di ossa carpali.

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L’esame di questo osso è possibile in tutte e e cinque le proiezioni standard del carpo: dorsopalmare, lateromediale, obliqua dorsolaterale-palmaromediale, obliqua dorsomediale-palmarolaterale, lateromediale in flessione.

   La direzione del fascio di raggi X è tangenziale alle diverse aree del carpo nelle differenti proiezioni, tenendo conto della porzione dell’osso carpale III in rapporto alle diverse sovrapposizioni delle altre parti scheletriche.

   La proiezione dorsopalmare-dorsodistale obliqua (DPr-DdiO) della seconda fila delle ossa carpali, è la sola che permetta di valutare la struttura trabecolare  e la radiodensità del C III, senza sovrapposizioni.

La proiezione skyline (DPr-DDiO) è stata adottata con lo scopo principale di perfezionare accertamento e diagnosi di piccole fratture del C III con dislocazione dei frammenti, ed è diventata una delle proiezioni principali per la diagnosi di zoppìa da lesione carpale o della frattura del C III.

   La Fig. 2 schematizza la proiezione. Il carpo viene flesso al massimo e la cassetta Rx viene appoggiata contro la parte prossimale del metacarpo, parallela al suolo. Il fascio di raggi X viene diretto prossimo-distalmente, così da registrare l’immagine della parte dorsale del C III; senza sovrapposizione di ossa adiacenti. Non viene indicato un preciso angolo di direzione imposto ai raggi X che arrivano sulla parte e sulla cassetta: sono stati suggeriti valori da 20° a 25° a 30° a 35°. E’ bene utilizzare schermi e pellicole ad alta definizione. Se la posizione e la proiezione sono corrette, si disegnano bene i margini dorsali delle ossa C II, CIII e C IV: Il C 3 è in posizione centrale, il C II è mediale, il C IV è laterale. Ciascun osso carpale presenta un fine disegno trabecolare, omogeneo e il confine cortico-midollare è ben definito  (Fig. 3)

 

FIG. 3 – Schema dell’immagine Rx della seconda fila di ossa carpali, ripresa in proiezione DPr-DDiO con angolo raggio centrale-cassetta, di 35°

 

ANALISI delle RADIOGRAFIE – Si sono ricercati i dati dell’artrite carpica: tumefazione intra-  e peri-articolare; osteofiti periarticolari; arrotondamento dei margini articolari e sclerosi subcondrale o aree di radiotrasparenza; profondità della superficie articolare prossimale; radiopacità; ispessimento trabecolare ed evidenza della trabecolatura nella fossa radiale di C III.

SCINTIGRAFIA . Si è eseguita la scintigrafia ossea due ore dopo iniezione 8-20 MBq/kg p.c. di 99m Tc HDP. I conteggi sono stati eseguiti con gammacamera, sia statici laterali sull’area del carpo per 150 K sia dorsali per 200 K. L’analisi delle scintigrafia è stata compiuta con apposito software.

VALUTAZIONE – L’accertamento del contenuto minerale con metodo radiografico, con la proiezione utilizzata è risultato efficace e attendibile, permettendo di stimare variazioni del 10-15%, La stima della densità ossea per unità di volume in C III è stata possibile in modo abbastanza preciso, su piccole quantità di osso trabecolare e per confronto con la radiopacità di C II e C IV.

La sclerosi del C III (descritta da Boring nel 1998 e da Butler et Al. nel 2000), dipende originariamente dalla velocità sviluppata dall’animale in allenamento e in gara. Questo dato è confermato da studi fatti nei purosangue e che hanno portato ad eguali conclusioni. La radiopacità imputabile all’avanzare dell’età non appare significativa in confronto con quella dovuta  all’attività sportiva. Quindi, l’aumento della radiopacità del C III non è una caratteristica dei trottatori né dei purosangue, ma la conferma di situazioni imposte all’animale dall’allenamento e dalla gara.

CONCLUSIONI –

·        La tecnica di ripresa radiografica richiede che l’angolo di incidenza dei raggi X sulla cassetta radiografica sia prossimo a 40°: Nella proiezione DPr-DDiO, piccole variazioni di questo valore, non disturbano la valutazione della sclerosi del C III.

·        In un gruppo di trottatori in allenamento, i cavalli hanno presentato sclerosi del C III a seguito dell’allenamento in velocità e della gara.

·        La sclerosi rispecchia anzitutto la densità per unità di volume dell’osso spugnoso centrale. L’osso subcondrale, più compatto, appare massimamente denso, con sclerosi di grado medio.

·        Nei trottatori, la sclerosi non è un buon indicatore del grado di allenamento raggiunto, né dello stato clinico del carpo, né delle future prestazioni sportive.

·        Nei trottatori, le aree di radiotrasparenza di dimensioni pari o superiori a due mm, insieme con l’accentuarsi della zoppià e ilo prolungarsi del tempo di partenza, sono rilievi significativi.

 

101 citazioni bibliografiche e 4 articoli tratti da altre pubblicazioni dello stesso Autore sul medesimo argomento.

Indirizzo dell’ Autore: Dept. of Anatomy and Histology, Swedish University of Agricultural Sciences, P.O. Box 1707,  750 07 UPPSALA, Sweden

 

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Pagina aggiornata 22-Jan-2004